Lettere al Direttore
7 Gennaio 2026

A proposito di centri per immigrati

di Redazione | 3 min

Gentile Direttore,

il recente ordine del giorno, approvato dalla sola maggioranza del consiglio comunale di Mesola, dà l’idea di quanto la politica sia divisa, in un momento nel quale dovrebbe, invece, essere unita. Le dinamiche del microcosmo di Mesola, rappresentano le stesse del macrocosmo della politica nazionale. Il documento, approvato a maggioranza, rappresenta, di fatto: nulla. L’ex sindaco Padovani, fintanto che è stato in carica ne faceva, giustamente, un vanto di non avere stranieri irregolari o richiedenti asilo sul territorio nel proprio Comune. Inutile poi sostenere, come risulta dai media, che anche la minoranza aveva presentato un proprio documento; e qui mi permetto un richiamo al Sindaco ed  alla maggioranza di Mesola che non hanno avuto l’umiltà di trovare una soluzione di compromesso per votare un documento comune, anziché andare allo scontro. Non si doveva arrivare a tanto!

Purtroppo il tema dell’immigrazione è divisivo, soprattutto a livello di politica nazionale: a ciò contribuiscono anche cause legate ai finanziamenti e conseguenti spese che comporta tale fenomeno nel quale anche altre associazioni, cooperative, compresa la chiesa, oltre che la politica e tanta pubblica amministrazione, e, persino privati, sono interessati.

Personalmente ho subito danni da un imprenditore al quale avevo locato un modesto monolocale che egli aveva subaffittato (nonostante il subaffitto non fosse permesso) a cittadini stranieri, tra i quali, uno, ha avuto la brillante idea di chiedere la residenza dentro tale immobile, mediante esibizione di una falsa dichiarazione con firma apocrifa. Per fermare l’iter ho dovuto denunciare l’accaduto: non so come sia finita la causa penale, dal momento che non mi sono costituito parte civile, per evitarmi ulteriori spese, mentre ho potuto constatare che l’abusivo, occupante del mio monolocale, si fosse scelto un legale di fiducia. Fortuna ha voluto che il contratto con l’inquilino, col quale avevo un atto regolarmente registrato, fosse terminato entro breve a scadenza e da me non rinnovato; mentre l’occupante abusivo (un pakistano) aveva lasciato libero l’immobile, sia pure con qualche danno.

La politica italiana deve aprire gli occhi: in Italia, non abbiamo le risorse per ospitare tutta l’immigrazione del pianeta (in tanti casi falsamente richiedente asilo), benché il vescovo di Ferrara ritenga tale fenomeno “una benedizione”. Tanto più che, gran parte di tali immigrati provengono da stati musulmani: a tale proposito mi sovviene, e ne raccomando la lettura, la memorabile lettera del 2000 di un vero pastore: il compianto Card. Giacomo Biffi, Arcivescovo di Bologna. Si sa che, escluse certe frange dell’ultra sinistra, anche all’interno della sinistra vi sono ambiti contrari all’immigrazione con la falsa scusa della richiesta di asilo: risulta, infatti, che gran parte dei richiedenti asilo, al termine del percorso amministrativo per accertarne l’identità e il diritto non ne hanno i requisiti. A questo punto non si riesce più a rimpatriare la persona, perché nel frattempo si è dileguata, ed è diventata del tutto irreperibile ed illegale nel territorio.

La politica deve trovare una soluzione comune sul problema, nell’interesse della vita civile e sociale della collettività. Chi vuol venire in Italia per lavorare lo può fare legalmente ed è ben accetto, senza farsi trasportare da organizzazioni criminali che lucrano sulle loro vite, grazie anche alle divisioni della politica.

Lucio Maccapani

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