Cronaca
17 Dicembre 2025
Il procuratore generale ha chiesto il riconoscimento dell'aggravante della transnazionalità e la conferma delle pene inflitte nel primo appello. Si torna in aula il 27 gennaio

Mafia nigeriana, appello bis. La Procura: “Confermate le condanne”

di Davide Soattin | 2 min

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Conferma delle condanne inflitte nel primo appello, e quindi anche il riconoscimento dell’aggravante della transnazionalità. È la richiesta avanzata dal procuratore generale della Corte d’Appello di Bologna e dalle parti civili nell’appello bis del processo alla mafia nigeriana.

Ieri (martedì 16 dicembre) infatti, in tribunale a Bologna, i membri del clan Vikings/Arobaga hanno sfilato nuovamente in aula, dopo che la Cassazione aveva rinviato il procedimento al secondo grado di giudizio per rivalutare l’aggravante della transnazionalità per tutti gli imputati.

Ha chiesto invece l’esclusione dell’aggravante l’avvocato difensore di Albert Emmanuel, condannato in appello a 12 anni, 3 mesi e 20 giorni. Le arringhe degli altri legali difensori sono state fissate per il 27 gennaio, mentre la lettura della sentenza è prevista per il 24 febbraio.

Il processo è tornato al secondo grado di giudizio dopo la correzione di un errore materiale da parte dei giudici della Cassazione che, lo scorso maggio, avevano scritto la sentenza definitiva.

La Suprema Corte infatti, nel primo dispositivo pubblicato, aveva erroneamente sentenziato la caduta dell’aggravante della transnazionalità dell’organizzazione mafiosa, quando in realtà la decisione su questo punto era stata rinviata al secondo grado di giudizio.

Notato lo sbaglio quindi, nelle settimane successive, gli ermellini avevano fissato una nuova udienza a porte chiuse per correggere l’inesattezza presente del dispositivo e quindi mandare nuovamente il processo a Bologna.

Il terzo grado di giudizio aveva comunque confermato il carattere mafioso dell’associazione, già accertato in primo e secondo grado. Ma, senza la decisione della Corte d’Appello sull’aggravante, le pene non possono ancora diventare definitive.

Dopo i due gradi di giudizio, oltre a Emmanuel Albert, Emmanuel Okenwa – in arte Dj Boogie e capo del clan – era stato condannato a 13 anni, 3 mesi e 20 giorni. Con loro sono a processo Lucky Anthony Odianose e Godspower Okoduwa, rispettivamente condannati a 13 anni e 1 mese e 12 anni e 4 mesi. Alla sbarra anche Henry Arehobor (13 anni, 1 mese e 20 giorni), Glory Egbogun (11 anni, 4 mesi e 10 giorni), Irabor Igbinosa (11 anni, 2 mesi e 20 giorni) e Kingsly Okoase (11 anni, 4 mesi e 20 giorni). Musa Junior e Shaka Abubakar erano stati condannati a 11 anni e 7 mesi e 11 anni. A Felix Tuesday erano stati inflitti 9 anni, 3 mesi e 20 giorni, a  Stanley Onuoha (per cui i giudici bolognesi dovranno rivalutare l’espulsione) e Gbidy Trinity invece 8 anni, 10 mesi e 20 giorni.

Erano invece stati assolti in appello Jacob Chedjou, Igene Joel e per Jonah Omon.

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