Che senso ha celebrare il Natale (festa che ricorda la nascita di Gesù) se poi il bimbo nato a Betlemme viene oscurato e censurato, come accaduto di recente in Toscana e a Reggio Emilia?
Chi vuole cassare il nome di Gesù dovrebbe a mio avviso essere linearmente coerente e quindi battersi con determinazione per l’abolizione del Natale.
Fra l’ altro, per ironia della sorte, la scuola reggiana dove Gesù viene messo all’uscio è intitolata (orrore!) a San Giovanni Bosco.
Sempre per coerenza chi ha pensato a Reggio Emilia di censurare Gesù dovrebbe preliminarmente chiedere di cambiare la denominazione della scuola. Come si fa, ohibó, a costringere dei poveri bambini a frequentare un istituto intitolato ad un soggetto proclamato santo dalla chiesa cattolica?
Non è anche questa una forma di sottile violenza, inaccettabile in una società libera e democratica?
Daniele Vecchi