Aldrovandi, stop al ricordo dei bambini: la Curva Ovest annulla la coreografia
La Curva Ovest annuncia l'annullamento della coreografia prevista in occasione di Spal-Vianese di domenica 27 settembre.
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Una dotazione di 50 defibrillatori è stata consegnata alle Forze dell’Ordine del territorio ferrarese, completando un passaggio considerato cruciale per il progetto comunale “Ferrara Città Cardioprotetta”. La presentazione ufficiale è avvenuta in Prefettura, alla presenza del prefetto, del questore, dei vertici provinciali di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Polizia Stradale e dell’assessore Cristina Coletti.
L’iniziativa, resa possibile dai fondi della Regione Emilia-Romagna, prevede l’inserimento dei defibrillatori non solo negli uffici, ma soprattutto a bordo delle pattuglie di pronto intervento, riconoscendo nelle forze di polizia una presenza capillare e immediatamente operativa in caso di emergenze. “È un gesto di grande civiltà – ha sottolineato Coletti – che va a rafforzare un progetto su cui la città lavora da quasi tre anni, coinvolgendo rete sociale e mondo imprenditoriale”.
Al momento, ha ricordato l’assessore, i defibrillatori pubblici in città e frazioni sono 27. Raggiungere quota 31 entro fine 2025 è l’obiettivo già in programma, mentre entro metà 2026 si punta a 42 dispositivi, grazie anche alla collaborazione di associazioni e privati.
I nuovi cinquanta Dae sono stati suddivisi in base alla presenza sul territorio e all’esposizione al pubblico dei reparti. Il responsabile del 118, Maurizio Giacometti, ha ricordato come la disponibilità immediata di un defibrillatore in luoghi frequentati possa moltiplicare le chance di sopravvivenza nel caso di arresto cardiaco. “In gran parte d’Italia la sopravvivenza si ferma al 7-8%. L’obiettivo degli operatori dell’emergenza è portarla al 30%. La presenza dei Dae sulle vetture di pattuglia è un passo fondamentale”.
Giacometti ha spiegato che l’idea della donazione è nata da un confronto con il prefetto Marchesiello: “Le forze dell’ordine sono spesso le prime a presentarsi su un intervento urgente. Dotarle di strumenti adeguati può fare la differenza”. Tutti gli intervenuti hanno sottolineato un aspetto: il dispositivo è semplice, ma la formazione certificata resta decisiva. Molti reparti hanno già avviato i corsi, altri ne hanno programmati di nuovi.
Il questore Nicola Falvella sottolinea così un messaggio comune: il defibrillatore non è un oggetto specialistico, ma un presidio di primo soccorso che può essere usato da chiunque si trovi davanti a un’emergenza, contribuendo a quella cultura di cittadinanza attiva, di “spirito civico”.
Sulla stessa linea, il prefetto Marchesiello ha evidenziato la doppia valenza dell’iniziativa: sicurezza e comunità. “Le forze dell’ordine sono quotidianamente al servizio dei cittadini. Con questa donazione diventano ancora più un avamposto di aiuto, pronti a intervenire non solo per prevenzione e ordine pubblico, ma anche per salvaguardare la vita”. Il progetto, ha ribadito, “non si esaurisce con la consegna dei dispositivi”, ma si inserisce in una strategia più ampia che punta a diffondere l’uso dei defibrillatori e la cultura del primo soccorso tra tutti i cittadini.
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