Si è finto un agente della Polizia Postale, truffando circa 14mila euro a una 30enne ferrarese. Senza però aver prima fatto i conti con gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Ferrara che, dopo aver ricevuto la denuncia, hanno immediatamente avviato un’attività investigativa, riuscendo a denunciare l’autore della sofisticata truffa informatica e – soprattutto – a recuperare l’intera somma che era stata sottratta.
Il fatto è avvenuto la scorsa settimana in città, quando la donna ha ricevuto un sms apparentemente inviato dal proprio istituto bancario, nel quale le venivano segnalate presunte anomalie sul proprio conto corrente. In un primo momento, insospettita, la giovane aveva rifiutato di concedere l’accesso al proprio home banking. È però caduta nel tranello quando, poco dopo, è stata contattata da un numero sul cui display compariva la scritta “POLIZIA“.
Dall’altro parte della cornetta, infatti, c’era un finto ispettore della Polizia Postale che, dopo essersi introdotto da remoto nel computer della donna, l’aveva indotta – seguendo passo passo le istruzioni che le aveva fornito – a effettuare una transazione verso un conto corrente appositamente predisposto dallo stesso malvivente, già noto alle forze dell’ordine, per portare a compimento la truffa ai danni della 30enne, ignara di quanto stesse accadendo.
Dopo aver scoperto il raggiro, la giovane ha denunciato immediatamente l’accaduto. La Squadra Mobile ha quindi avviato un’indagine tempestiva che, in breve tempo, ha permesso di identificare e denunciare l’autore della truffa – intestatario del conto corrente su cui era confluito il denaro – e di recuperare l’intera somma, grazie al blocco cautelativo dei soldi e alla successiva richiesta di sequestro preventivo inoltrata e concessa dall’Autorità Giudiziaria, che ha permesso di verificare l’effettiva esistenza su quel conto di tutti i 14mila euro.
“Laddove c’è unione di intenti e velocità d’azione, spesso si riesce a recuperare la somma” afferma Giuseppe Davide Farina, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Ferrara. “Invitiamo i cittadini – prosegue – ad adottare la massima prudenza. Nessun operatore delle forze dell’ordine né degli istituti bancari chiede mai accessi remoti, credenziali o codici dispositivi. In caso di comunicazioni sospette, è sempre opportuno contattare direttamente la propria banca tramite i canali ufficiali o rivolgersi alle forze di polizia”.