Degrado e criminalità in Galleria Matteotti: tentata rapina tra minori
In Galleria Matteotti un 14enne con coltello disarmato dagli street tutor dopo un presunto tentativo di rapina ai danni di due coetanei, indagano i Carabinieri
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di Fabio Anselmo*
Leggo l’intervento del senatore Alberto Balboni che commenta l’inchiesta aperta per la morte del giovane 27enne “precedentemente sottoposto a un controllo da parte dei militari”.
Balboni parla come avvocato e come presidente della Commissione Affari Costituzionali e sbaglia clamorosamente in entrambi i ruoli nel nome di una propaganda politica antica e ben nota.
Come senatore e presidente della Commissione Affari Costituzionali esprime la sua più viva e commossa solidarietà ai carabinieri indagati per “l’ingiusto peso morale e psicologico” che devono sopportare per il solo fatto di esserlo precisando, tuttavia, che quello del pm è stato un atto dovuto.
Questo lo dice come avvocato affrettandosi ancora che, come legislatore, farà in modo che venga “approvato celermente” un disegno di legge che vieti al pm di procedere all’iscrizione automatica degli appartenenti alle forze dell’ordine sul registro degli indagati, imponendo loro, al contrario, “una preventiva valutazione da parte degli inquirenti”.
Cioè del pm.
Preciso subito che non ho alcuna informazione diversa dalle fonti giornalistiche e sono assolutamente libero da qualsiasi forma di retro pensiero.
Abbiamo un semplice dato cronologico noto: controllo dei carabinieri, prima, e ritrovamento del cadavere in strada, poi. Se Balboni, in virtù dei suoi poteri ne sa di più, nel momento in cui decide di fare le sue esternazioni pubbliche lo dica. Oppure taccia.
Non si conosce nemmeno la causa di morte del ragazzo ed è stata disposta l’autopsia proprio per accertarla. Di che cosa stiamo parlando quindi? Potrebbe ben essere deceduto per cause naturali.
Ma i carabinieri sono stati iscritti sul registro degli indagati si obietterà. Come avvocato, Balboni sa perfettamente che questo è un atto a loro tutela e non contro di loro come viceversa pare voler sostenere.
L’autopsia disposta dal pm è un atto irripetibile che serve proprio a comprendere di che cosa sia morto quel ragazzo, e, quindi è giusto e sacrosanto che i carabinieri possano avere la facoltà, se ritengono, di potervi partecipare con propri avvocati e consulenti.
Se così non fosse, e gli esiti delle operazioni deponessero, come mera ed astratta possibilità, per una morte di origine traumatica (non ho alcun elemento per dirlo ma solo come mera ipotesi assolutamente non auspicabile), esse non potrebbero giustamente essere in alcun modo utilizzate contro di loro se non prima indagati.
Sarebbe in questo caso pertanto una autopsia del tutto inutile.
Del disegno di legge di cui parla sono proprio curioso di vederne la concreta applicazione sul campo. Sicuramente una iscrizione “dovuta” come questa apparirebbe come una condanna anticipata.
Ora parlo al politico.
Il senatore dovrebbe conoscere quel che dice la Costituzione riguardo alla dignità di ogni essere umano senza distinzione di sesso, razza o status sociale.
Egli si fa carico, per la sua grande sensibilità, del disagio dei due carabinieri indagati. È giusto e sacrosanto. Ma due parole su quella giovane vita così drammaticamente perduta non meritavano di essere spese? Non ne valeva la pena? E per quale motivo?
Mi tengo in tasca la risposta.
* avvocato e capogruppo della lista civica Fabio Anselmo
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