Portomaggiore
1 Dicembre 2025
Manifestazione in piazza di alcuni cittadini. Badolato (FdI) critica il mancato confronto del sindaco Bernardi. Il primo cittadino: "Ero in piazza come sempre, ma quella era una passerella del centrodestra"

Caso ‘Imam’. Si riaccende la polemica a Portomaggiore

di Redazione | 4 min

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Portomaggiore. Si infiamma nuovamente il dibattito politico a Portomaggiore dove, nella mattinata di domenica 30 novembre, alcuni cittadini hanno organizzato una manifestazione le parole pronunciate dal finto Imam ai microfoni di Quarta Repubblica, programma televisivo di Rete4, durante le scorse settimane.

Presente in piazza infatti, assieme al senatore Alberto Balboni, c’era anche Roberto Badolato – coordinatore locale di Fratelli d’Italia – che, tramite un comunicato stampa inviato alle redazioni dalla mail di Alessandro Balboni, vicesindaco di Ferrara, anche lui tra i manifestanti, ha attaccato duramente Dario Bernardi, primo cittadino di Portomaggiore, criticandone l’atteggiamento.

“Desidero esprimere pubblicamente la mia più sincera solidarietà e vicinanza a tutti coloro che hanno sentito il bisogno di essere presenti. La grande partecipazione dimostra quanto Portomaggiore sia una comunità viva, responsabile e capace di reagire insieme quando vengono superati limiti che non possono essere tollerati. Un ringraziamento particolare va agli organizzatori, che hanno saputo dare voce in modo composto ma determinato al sentimento collettivo di rispetto e dignità che tutti condividiamo” scrive Badolato.

Che poi attacca: “Proprio per questo, risulta ancor più incomprensibile e preoccupante l’atteggiamento del sindaco Dario Bernardi. Pur essendo presente alla manifestazione, infatti, il sindaco non ha accolto l’invito rivolto dagli organizzatori a prendere la parola e a dire pubblicamente la sua. Un’occasione importante per ascoltare e parlare ai propri cittadini, che però è stata evitata”.

“Ritengo questo comportamento istituzionalmente scorretto e politicamente grave. In momenti come questi, il primo rappresentante della comunità dovrebbe farsi trovare pronto, disponibile e responsabile. Quando i cittadini chiedono risposte, un sindaco non può tacere né sottrarsi: è un dovere morale, prima ancora che amministrativo. E invece Bernardi ha preferito allontanarsi, proprio come – in un parallelo fin troppo evidente – ha fatto Elly Schlein rifiutando il confronto pubblico con Giorgia Meloni ad Atreju” aggiunge Badolato.

“Portomaggiore – conclude – merita una guida che non fugga di fronte alle proprie responsabilità e che sappia parlare con chiarezza nei momenti di difficoltà. Io continuerò a farlo, con l’impegno e la trasparenza che i cittadini si aspettano e meritano“.

La replica del primo cittadino non si è fatta attendere. “Ero in piazza per ascoltare come sempre, perché il disagio che vivono i cittadini a Portomaggiore sull’immigrazione è reale e lo affrontiamo ogni giorno, senza clamore. Sono bastati dieci minuti però – spiega Bernardi – per avere conferma che quella non era una manifestazione civica: era una passerella politica del centrodestra e in particolare di Fratelli d’Italia, mascherata da raduno spontaneo e “confronto”, con i permessi chiesti da un prestanome. I cittadini lo avevano evidentemente fiutato, le presenze non erano molte al contrario della partecipata manifestazione di venerdi 14 novembre”.

“Invitarmi a parlare – prosegue – solo per poter dire che non ho parlato con quella platea, è la dimostrazione di un modo di fare politica che non mi appartiene. Parlo quando serve a risolvere problemi e quando c’è fiducia reciproca con chi organizza, non quando qualcuno vuole creare tensioni come era fin troppo evidente”.

Il centrodestra infatti ha addirittura mandato amministratori da altri Comuni per farsi applaudire a Portomaggiore” aggiunge, facendo riferimento anche alla presenza di Gabriella Azzalli, capogruppo di minoranza ad Argenta, e a Samuele Neri, sindaco di Masi Torello. “È mancato il garbo istituzionale. E trovo paradossale che un senatore, appartenente a un partito che governa il Paese da tre anni con ampia maggioranza, venga qui a fare comizi invece di occuparsi di ciò che gli compete per legge: aiutare a risolvere quei problemi” afferma, parlando di Balboni.

Bernardi non fa tanti giri di parole: “Lo ripeto con chiarezza: i Comuni non fanno decreti flussi, non danno i permessi di soggiorno, non stabiliscono le regole sulla residenza. Tutto questo è competenza del Governo. Se davvero vogliono una legge più dura sull’immigrazione la facciano, e io sarò il primo ad applicarla senza esitazioni. Ma dubito lo faranno: fa più comodo venire in piazza a gridare slogan che assumersi responsabilità. Se i problemi si risolvono, finiscono anche le passerelle”.

“A Portomaggiore – sottolinea – noi lavoriamo ogni giorno: controlli sugli alloggi, sanzioni sulle irregolarità, collaborazione costante con Prefettura, forze dell’ordine e tutti i livelli istituzionali. Il Consiglio comunale della scorsa settimana come il Comitato organizzato dalla Prefettura lo ha mostrato in modo trasparente. In Consiglio abbiamo ricevuto critiche ma poche ricette di soluzioni, come era prevedibile”.

“C’è il disagio e non lo nego, mai negato. Ma chi vuole davvero affrontarlo deve mettersi a lavorare, non sfruttarlo per fare campagna elettorale. Io continuerò a stare dove si risolvono i problemi, non dove si alimentano per raccogliere applausi” chiude Bernardi.

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