Dal 2015 fino al 22 novembre 2025 abbiamo tenuto viva una speranza per Ferrara.
Speranza tradotta da questo marzo nello “sportello di un diritto” che è diventato molto più di un aiuto: è stato un confessionale, un punto di ascolto della collettività degli azionisti azzerati Carife: la “piletta dell’acqua santa” trasformata in acqua sulfurea la domenica 22 novembre 2015. Una scelta imperdonabile e vile compiuta col favore delle tenebre dai politici nel Governo del Paese a trazione Renzi-Pd. Ora per quel diritto non c’è più nulla da fare, si apre una nuova stagione e il messaggio è ancora solo uno: chi non lotta ha già perso.
Otto mesi di lavoro senza sosta in cui abbiamo assorbito lacrime, rabbia, senso di colpa, umiliazione di chi è stato tradito due volte: prima da chi governava la Carife e le istituzioni che dovevano vigilare; poi da chi governava lo Stato con il “Salvabanche”, l’esperimento più scellerato della recente storia bancaria del Bel Paese.
Una firma e via: cancellati sacrifici di tante vite. In questi otto mesi abbiamo vissuto di tutto.
Storie assurde: azioni vendute di sera, fuori dalla banca, in piazza, perfino a casa delle persone, gente che si fidava, che non sapeva, che firmava pensando di proteggere il futuro proprio e dei familiari mentre gli stavano vendendo una carta rischiosa che li ha messi in trappola.
E poi quella frase, sempre la stessa, la più ingiusta: “ho sbagliato io.” No. Non abbiamo sbagliato noi. Siamo stati traditi nel sentimento umano più forte e fragile: la fiducia.
Ci hanno messo nella condizione di sbagliare con informazioni scorrette, pressioni, rassicurazioni a mezza voce.
AZIONI ILLIQUIDE AD ALTO RISCHIO a persone con profili MIFID ‘rischio BASSO’. Va detto chiaramente: la nuova proprietà, Bper, poteva evitare tutto questo e diventare non una “banca grande, MA UNA GRANDE BANCA”. In ossequio a quei principi di solidarietà sociale che dovrebbero ispirare un istituto di “credito” – se la parola ha ancora un senso – nato come banca popolare in una regione, l’Emilia-Romagna, che ostenta radici politiche e culturali solidaristiche nate dalla resistenza e tradizioni di sinistra.
Il Fondo di Garanzia da 150 milioni di euro di soldi pubblici, di tutti i cittadini d’Italia, messo a disposizione di Bper da Banca d’Italia, c’era e c’è ancora. E l’hanno usato, ma solo per alcuni. Non per tutti. Non per i più fragili.
Non per chi ha visto fallire una vita o l’azienda. Ricordiamolo: Bper ha comprato per 1 euro, una banca ripulita, alleggerita di personale, con un patrimonio immobiliare e fisico importante, quadri compresi.
Lasciando le macerie a migliaia di famiglie.
Ma quei 150 milioni usati per pochi “sconosciuti”, sono soldi pubblici e qualcuno, presto o tardi, dovrà rendere conto, ché la tutela della privacy qui non c’entra un bel nulla.
Ora viene la parte che apre di più il cuore: i ringraziamenti.
Perché questi dieci anni di battaglie e lo sportello lo hanno costruito in tanti, non uno: chi ha dedicato ore, giorni, energie, ascolto; chi ha donato l’ufficio come l’amico Alessandro, chi spontaneamente un contributo, anche piccolo; chi ha passato la voce, condiviso, accompagnato altri azzerati; chi ci ha aiutato con studio, parole, presenza, professionalità come Massimo Cerniglia e Alessandro Caponi avvocati, Rosario Trefiletti alfiere dei consumatori, chi ha condiviso un percorso creando sinergie e unità d’intenti come le associazioni dei risparmiatori veneti.
Le istituzioni: in testa il “nostro” sindaco Alan Fabbri che, da prima del 2019 ci ha sempre ascoltato e sostenuto. Grazie. Giunta e Consiglio Comunale tutto del 30 settembre 2019 unanimi nell’Ordine del giorno approvato per la difesa dei risparmiatori. Giunta e Consiglio comunale unito il 30/9/2024 che delibera l’intervento presso il Mef per il FIR.
E, non ultimi, i senatori Alberto Balboni e Pierantonio Zanettin con l’on.le Letizia Giorgianni fondamentali partner per i futuri confronti istituzionali.
Ma soprattutto noi azzerati, dieci anni insieme ai nostri “veri amici”, che abbiamo dimostrato ancora una volta un coraggio umile, silenzioso, immenso. Perché sì, questo sportello è stato sostenuto da gesti sinceri, non da interessi pelosi: cioccolatini, prugne, caramelle, qualche cestino con il pranzo, caffè, una fotocopiatrice, un tetto sopra la testa e quattro sedie per riposare il corpo e la mente, far accomodare anziani e meno giovani che arrivavano con voce rotta.
Sentimento e Rispetto: valori umani veri. Lo sportello è stato donato giorno dopo giorno con volontà, dignità, umanità.
Da domani non aspettatevi un “Scurdàmmoce ‘o ppassato”, un chi ha avuto, ha avuto, ha avuto. Chi ha dato, ha dato, ha dato. Simmo ‘e Ferrara paisà. Passato un corno! “Io So” chi siete. Noi non molliamo con verità, responsabilità, rispetto.
Giovanna Mazzoni e Milena Zaggia – Movimento Risparmiatori Traditi
Riccardo Forni – Ferrara Civica Culture