Tresignana. È tornata in aula venerdì (28 novembre) mattina, in tribunale a Ferrara, l’inchiesta per il duplice omicidio di Dario e Riccardo Benazzi, i due cugini che – il 28 febbraio 2021 – furono prima uccisi a fucilate e poi bruciati dentro a una Volkswagen Polo, dove vennero trovati carbonizzati, in un campo a Rero tra Tresignana e Fiscaglia.
Davanti al gip Marco Peraro, per oltre tre ore, le parti hanno discusso l’opposizione alla seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Ferrara presentata dagli avvocati Denis Lovison e Massimiliano Sita, legali delle famiglie delle due vittime, che hanno chiesto l’imputazione coatta per Filippo e Manuel Mazzoni, padre e figlio, unici indagati nella terribile vicenda, oggi difesi dall’avvocato Stefano Marangoni, oppure ulteriore attività investigativa.
Diversamente, la Procura – presente in aula il pm Ciro Alberto Savino, che ha ereditato il fascicolo di indagine della pm Lisa Busato – ha reiterato la propria istanza di archiviazione, a cui si è associato anche il legale dei due indagati.
Per la Procura, infatti, l’approfondimento investigativo disposto dal gip dopo la prima opposizione alla richiesta di archiviazione non aveva permesso di chiarire i dubbi evidenziati dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ferrara e da quello del tribunale del Riesame di Bologna relativamente alla gravità indiziaria, dal momento che gli elementi raccolti risultano essere “sicuramente compatibili con l’impostazione d’accusa” ma – scrive il pm nella propria richiesta – “non univoci” circa la responsabilità dei due indagati finiti nelle carte dell’inchiesta.
Dopo aver ascoltato le diverse posizioni, il giudice per le indagini preliminari non ha preso una decisione immediata. Ha invece preferito prendersi del tempo prima di sciogliere la propria riserva, rimandando la decisione alle prossime settimane, vista la complessità di una vicenda giudiziaria che rischia di concludersi senza colpevoli.
“Ritengo che tutti gli elementi acquisiti dalla Procura, soprattutto anche dopo la delega di indagine e l’attività suppletiva siano più che sufficienti non solo per arrivare a un processo, ma anche a un giudizio di colpevolezza per gli unici due indagati. Le ipotesi alternative sondate e vagliate hanno dato riscontro negativo, per cui tutti questi elementi, valutati in maniera complessiva, sono plurimi, concordi e precisi verso i due indagati” è il commento dell’avvocato Denis Lovison, fuori dall’aula. Prima di parlare, invece, l’avvocato Massimiliano Sitta, preferisce attendere: “Aspettiamo la decisione del gip, che speriamo sia abbastanza veloce, anche perché sono già trascorsi quattro anni e mezzo da quell’efferato duplice omicidio. Ovviamente auspichiamo che possa arrivare l’imputazione coatta”.
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