Cronaca
28 Novembre 2025
Si indaga per morte in conseguenza di altro reato. I militari lo avevano controllato per alcuni approfondimenti. L'avvocato Lovison: "Tragedia non collegata all’operato dei miei assistiti"

Morto in strada, avvisi di garanzia a due carabinieri. Si attende l’autopsia

di Davide Soattin | 2 min

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La Procura di Ferrara ha iscritto due carabinieri nel registro degli indagati per la tragica fine di Juda Eniezebata, il 27enne di nazionalità nigeriana morto dopo aver accusato un malore in strada all’incrocio tra via Bologna e via Leonello Poletti, a qualche centinaia di metri dal comando provinciale di via del Campo.

Al momento, l’ipotesi per cui gli inquirenti procedono è morte in conseguenza di altro reato.

L’iscrizione dei due militari nel registro degli indagati non solo è un atto dovuto ma, soprattutto, necessario a garantire a entrambi la piena tutela dei propri diritti e la possibilità di partecipare, tramite la nomina di consulenti di parte, agli accertamenti e alle attività investigative che la Procura disporrà nelle prossime ore.

A partire dall’autopsia che, prossimamente, il pm Andrea Maggioni farà effettuare sul corpo del giovane con l’obiettivo di stabilire con esattezza le cause che hanno portato al decesso. Si tratta di un primo passo per ricostruire quanto successo nelle ore precedenti al momento in cui il 27enne ha perso la vita sull’asfalto.

La tragedia era avvenuta poco dopo le 22 di mercoledì 26 novembre, davanti a un minimarket e a una pizzeria.

Secondo una prima ricostruzione della tragica vicenda, la cui dinamica è ancora tutta da appurare, il giovane – che poco prima era stato sottoposto a un controllo da parte dei carabinieri in caserma per motivi finora sconosciutiera insieme a un gruppetto di amici quando ha iniziato ad accusare i primi sintomi.

Una volta arrivati con ambulanza e automedica, i sanitari del 118 hanno iniziato a praticargli le manovre di rianimazione cardiopolmonare per circa mezz’ora, ma purtroppo ogni tentativo di salvargli la vita è risultato vano: il giovane è non ce l’ha fatta.

Contattato dalla redazione di Estense.com, l’avvocato Denis Lovison, che difende i due carabinieri indagati, ha affermato: “Ben vengano gli accertamenti che la Procura vorrà disporre. Siamo totalmente a disposizione e auspichiamo che l’attività di verifica venga svolta nel minor tempo possibile per consentire velocemente la chiusura della vicenda e sgombrare il campo da ogni dubbio circa la regolarità dell’operato dei carabinieri coinvolti. Siamo inoltre dispiaciuti per l’epilogo e la morte del ragazzo, che però, voglio sottolineare fin da subito, non è collegata al controllo che è stato fatto“.

In queste ore le indagini proseguono a tutto campo con l’obiettivo di fare chiarezza sull’intera vicenda, senza tralasciare alcun aspetto che possa essere utile agli inquirenti per ricostruire con esattezza quanto successo nelle ore precedenti a quando il 27enne ha improvvisamente perso la vita davanti agli occhi dei propri amici.

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