Politica
13 Novembre 2025
Dopo il servizio di Quarta Repubblica intervengono Fabbri, Malaguti e Bergamini. Scrive quest'ultimo: "Vanno fermati subito, prima che qualcuno osi imporre la propria visione sulla nostra cultura"

Destra all’attacco sul sedicente “imam”: “Problema oggi che se ignorato sarà più grande domani”

di Redazione | 3 min

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Arrivano da Ferrara e da Roma le risposte al servizio del programma di Rete 4 Quarta Repubblica da parte di esponenti politici di centrodestra. Parole di indignazione e condanna verso ciò che ha detto il “sedicente imam”, “talmente inaccettabili da non poter essere ripetute”, dice il deputato della Lega Davide Bergamini.

Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri parla invece di “un problema oggi” che, se ignorato, “sarà un problema ancora più grande domani”. Mauro Malaguti, deputato di Fratelli d’Italia anticipa invece che porterà la discussione in aula a Montecitorio.

“Molto bene – scrive Fabbri – ha fatto il collega sindaco Dario Bernardi a condannare le parole di un presunto leader religioso della comunità di Portomaggiore, che ha definito le donne libere all’italiana come prostitute. La verità, però, è che troppo spesso condanniamo queste idee solo a parole. Perché poi chiudiamo gli occhi davanti a comportamenti che, nella sostanza, dicono la stessa cosa”.

Per Bergamini le affermazioni “impronunciabili” rappresentano “un tentativo di imporre visioni incompatibili con la società occidentale”. “Da anni – aggiunge – la Lega, denuncia come certe persone non riescano a integrarsi, seminando invece messaggi divisivi e irrispettosi delle nostre regole”. Anche il deputato leghista sostiene: “Bene ha fatto il sindaco di Portomaggiore, Dario Bernardi, ad aver preso immediatamente le distanze da queste parole. Ma non basta: pretendo una condanna netta da parte di tutte le forze politiche di sinistra”.

Per Malaguti “non bisogne essere ipocriti, la popolazione pakistana rappresenta una forza lavoro che copre una richiesta di manodopera che gran parte degli italiani non vuole più fare”. Questo però “non può giustificare l’accettazione di usi e costumi ancestrali che non rispettano le nostre leggi e la nostra società”. “Sinistra e femministe – aggiunge -, spesso pronte a accusare gli italiani di avere ancora atteggiamenti patriarcali, sembrano assenti di fronte a simili episodi che sempre più spesso si legano a comunità che non vogliono integrarsi”.

Il sindaco di Ferrara ricorda il caso Saman Abbas, uccisa per non aver voluto sposare il cugino. “Quando la fede diventa legge – scrive -, e quella legge toglie libertà e dignità alle persone, le istituzioni hanno il dovere di dirlo e di opporsi, senza mezzi termini. La differenza tra la nostra cultura e quella islamica radicale sta tutta qui: per noi la fede è libertà personale, non imposizione sugli altri. E ci sono versi sacri terribili che giustificano letteralmente pratiche e mentalità che nulla hanno a che fare con il rispetto, l’uguaglianza e la libertà”.

“Accettare tutto ciò – aggiunge Malaguti – significa solo rinviare le conflittualità, condannare le nostre future generazioni a difendere i nostri principi e valori quando, nel tempo, saranno numericamente sempre più deboli. Nei quotidiani contrasti tra destra e sinistra, deve prevalere il comune valore della democrazia, perché in questo scontro tra culture a perdere saremo tutti”.

“Non si può soprassedere su certi atteggiamenti – conclude Bergamini -. Vanno fermati subito, prima che qualcuno osi imporre la propria visione sulla nostra cultura, sulle nostre tradizioni e sulle nostre regole”.

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