di Tommaso Piacentini
Garantire la tutela dei lavoratori e rilanciare le attività produttive del Petrolchimico. Con una mozione congiunta tra maggioranza e parte dell’opposizione, ieri (lunedì 10 novembre) il Consiglio comunale ha espresso una chiara richiesta d’impegno a sindaco e Giunta: salvate la filiera chimica ferrarese.
A seguito di vari interventi che si sono succeduti negli anni, tra i quali la sottoscrizione nel 2024 del Protocollo per la valorizzazione del Polo industriale e tecnologico e l’istituzione della Zls, di cui il Comune di Ferrara è parte attiva, il Consiglio si è rivolto agli altri due organi di governo comunale per chiedere di continuare a tradurre la solidarietà ai lavoratori del Polo in azioni concrete e di promuovere politiche di incentivo e semplificazione amministrativa, oltre a stimolare il confronto con le organizzazioni sindacali e valorizzare i rapporti in essere.
La mozione, sottoscritta da tutti i Gruppi Consiliari con l’eccezione di M5S e de La Comune di Ferrara, nasce su impulso delle numerose fermate prolungate degli impianti rilevate nel corso del 2025, che hanno destato preoccupazione tra i lavoratori del Petrolchimico. Preoccupazione suggestionata anche dalle recenti chiusure dei cracking di Marghera, Brindisi e Priolo.
“Il polo è fortemente interconnesso: è un consorzio, quasi un condominio” ha dichiarato il consigliere Enrico Segala, che nel suo intervento ha individuato diversi nodi strategici di politica industriale da affrontare, tra cui spiccano costi energetici, approvvigionamento, legislazione a sostegno della transizione ecologica, lavoro e ricerca.
“La tutela del lavoro oggi è tutela di tutta la cittadinanza” ha dichiarato Segala, ricordando come l’80% della chimica abbia riflessi su altre attività fondamentali: biomedicale, packaging, tessile e logistica.
Sull’approvvigionamento Segala avverte: “Se continuiamo così, con un contratto di fornitura a scadenza prossima, obblighiamo le imprese del petrolchimico ad accedere esclusivamente ai mercati esteri”. Risultato: “Il prodotto finale costa di più”. Non solo aumentano i costi, ma rivolgere la produzione verso Paesi che hanno legislazioni diverse in materia ambientale, comporta anche inquinare di più: “Se caliamo la Co2 qui, per triplicarla di fatto in altri Paesi, noi non stiamo attuando il green deal: ci stiamo prendendo in giro”.
Sul piano industriale, Segala ha poi richiesto una maggiore attenzione al lavoro piuttosto che alla politica finanziaria, così come una valorizzazione della ricerca: “Se il centro Giulio Natta cessa la sua attività a Ferrara, è la morte della chimica non solo a Ferrara, ma in tutta Italia”.
Astenutasi dalla votazione dell’odg, Anna Zonari (La Comune di Ferrara) è intervenuta per sottolineare la vacuità delle parole senza la concretezza dei fatti: “La preoccupazione davanti alla possibile perdita di 5300 posti di lavoro sono dovute ma anche in ritardo. Sono parole che senza i fatti diventano inutili: questo odg non evidenzia a sufficienza la grave crisi in cui siamo e non suggerisce linee di indirizzo su cosa fare”.
Ugualmente astenutasi dalla votazione è Marzia Marchi (M5S), la quale aveva proposto tre emendamenti al testo della mozione – tutti respinti – per accentuarne l’indirizzo di efficientamento energetico su base green. “A mio parere gli emendamenti non modificano in maniera sostanziale i concetti espressi nell’odg – le ha rivelato il capogruppo dem, Massimo Buriani -. Gli emendamenti non sono in contrasto con ciò che è stato presentato”.
Contro gli emendamenti proposti da Marchi si è scagliato anche il consigliere Francesco Rendine (Civica Fabbri): “Si cerca sempre di parlare di produzioni eco-compatibili: se fosse facile e non costasse niente all’azienda, non l’avrebbero già fatto? La produzione eco-compatibile in sé non esiste. È come se a uno che è sul salvagente che sta annegando, bucargli il salvagente e annegarlo del tutto”.
Il plauso alla comunità d’intenti del Consiglio sul tema Petrolchimico è giunto da Fabio Anselmo: “È importante che ci sia un documento condiviso con maggioranza e opposizione, perché il tema è drammatico. Al vicesindaco offro due temi concreti: il costo dei terreni e il costo dell’energia e tutti e due i fattori dipendono da Eni”.
Lo stesso vicesindaco, Alessandro Balboni, ha sottolineato l’importanza del documento approvato dal Consiglio: “È un fatto positivo che buona parte delle forze politiche si siano riunite per sottoscrivere un documento che dice cose importanti. Ricorda che tutti siamo interessati a questa tematica e che ognuno di noi ha un compito preciso in questa vicenda, non solo il Comune, ma anche altri attori sono coinvolti”.
“Poniamo le condizioni per un voto speriamo il più ampio possibile – ha concluso Balboni -, rinnoviamo un impegno bipartisan. Ci sono condizioni per risultati importanti: lavoriamoci insieme”.
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