“La Bonifica non ha avvisato delle operazioni di svaso del Cavo Napoleonico: così si mette a rischio la biodiversità”. Con queste parole, Marco Falciano, presidente dell’associazione di tutela ambientale Upe – Unione Pescatori Estensi, denuncia pubblicamente il drastico svuotamento del corso d’acqua che attraversa la provincia di Ferrara, da Terre del Reno sino a Stellata.
“Dall’alto dei ponti si vedono i pesci in difficoltà che si muovono in 50 cm di acqua e fango – spiega Falciano – e nulla è stato comunicato”. Un episodio che, secondo il presidente Upe, rischia di provocare “una vasta moria di fauna ittica senza precedenti”, aggravata dall’assenza di qualunque coordinamento con le associazioni di volontariato ambientale.
L’Upe, attiva da oltre dieci anni nella tutela delle acque interne ferraresi, aveva già in passato collaborato con la Bonifica per mitigare gli effetti delle operazioni di svaso. “Tramite la Consulta Ittica – ricorda Falciano – abbiamo chiesto di attenzionare tali operazioni delicate per il biotopo acquatico e, difatti, per alcuni anni la Bonifica ha comunicato con noi volontari, in modo da poter salvare l’eventuale pesce in difficoltà e vigilare sulle attività di pesca illegale, il tutto a costo zero”.
Oggi, però, “assistiamo inermi a questo sconsiderato evento, ove il biotopo acquatico, invece che essere preservato, è gestito alla stregua di tubazioni da svuotare”. Il presidente dell’Upe sottolinea come tale comportamento tradisca un’impostazione miope e distante dal territorio: “Ingenuamente, spesso noi ambientalisti ci illudiamo che un ‘patto’ o un ‘accordo’ stipulato con l’ente gestore sia il primo passo verso un cambiamento migliorativo. Ma tali fatti attestano drammaticamente che, quando l’attenzione pubblica scema, si ritorna al vecchio sistema, in cui chi gestisce è avulso dalla collettività”.
Il risultato, denuncia Falciano, è un corso d’acqua “un tempo adombrato di alberi, apprezzato dalla comunità locale e teatro di gare di pesca”, oggi svuotato “senza comunicare alcunché a chi potrebbe occuparsi di salvare il pesce prima dell’anossia e di presidiare la zona da eventuali attività di pesca di frodo”.
“Svuotare un corso d’acqua in tal modo è sintomo di un pressapochismo ad oggi ingiustificabile – conclude Falciano – che rischia di creare un danno ambientale irreparabile”. E annuncia la volontà di non lasciare che simili episodi passino sotto silenzio: “È mio dovere denunciarlo mediaticamente, affinché non si verifichi di nuovo e non si utilizzi il solito pretesto del rischio idrogeologico per avvallare qualsiasi nefandezza a danno dell’ambiente”.
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