Lettere al Direttore
11 Novembre 2025

Una mancetta per il ceto medio

di Redazione | 2 min

Secondo Elly Schlein e Conte (Giuseppe, non Antonio), io sarei tra i “”ricchi” favoriti dal taglio dell’IRPEF.

Avendo un reddito di poco superiore ai 50000 euro (reddito lordo) ho raggiunto l’aliquota del 43% di Irpef. Con la dichiarazione dei redditi di quest’anno, inoltre, avrei avuto diritto a 380 euro di detrazione sugli interessi pagati per il mutuo. Ma per una norma che giudico iniqua, voluta dall’attuale governo, i “ricchi” che superano i 50.000 euro subiscono una decurtazione secca di 260 euro. Perché, come disse la Meloni che ora adula il ceto medio “chi più ha, più deve contribuire”.

Pertanto i miei 380 euro si sono ridotti a 120!

A dar manforte al governo ci si è messa anche la nostra regione, che per i “ricchi” come il sottoscritto, ha portato l’addizionale regionale 2025 dal 2,27% al 3,33% (calcolata – altra iniquità – sul reddito complessivo al netto degli oneri deducibili, tipo contributi previdenziali).

Ora, con la tanto declamata riduzione dell’Irpef pareggeró (forse) il taglio delle detrazioni e l’aumento dell’esosa addizionale regionale, voluto da PD e alleati.

Dove starebbe, dunque, il grande beneficio per il ceto medio?

Un sentito grazie al governo e a De Pascale, visto che il nostro beneamato governatore ha aumentato anche bollo auto e ticket. E pure al nostro sindaco, visto che c’è stato pure un “aumentino” dell’addizionale comunale (oltre che dei parcheggi).

Non mi lamento oltre perchè so bene che c’è chi sta peggio.

Ma smettiamola di vantare questi grandi benefici per il ceto medio, come fa il governo, o di affermare che il medesimo avrebbe avvantaggiato i ricchi, come fa l’opposizione.

Va bene essere tassati. Ma io, più che tassato, mi sento tartassato. E pure preso in giro…

Bruno Cavalieri

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