Lagosanto. Notte di follia – quella tra giovedì 18 e venerdì 19 settembre – per un 30enne di nazionalità tunisina che, all’interno del centro di accoglienza di Lagosanto, ha scatenato il panico nei confronti della moglie, già da tempo costretta a subire maltrattamenti, fino a quando la situazione non è inevitabilmente degenerata tra violenza e paura. Insieme a lei, a farne le spese, anche il figlioletto di appena un anno. Entrambi aggrediti fisicamente e trasportati all’ospedale di Cona.
A far scatenare l’ira dell’uomo, in stato di alterazione per abuso di sostanze stupefacenti, sono stati motivi di gelosia nei confronti della donna. Con un gesto tremendo ha prima spento una sigaretta sulla manina del bambino e poi ha colpito ripetutamente al volto la moglie, provocando a tutti e due diverse lesioni. Inoltre, durante l’aggressione, si è impossessato dei telefoni cellulari e delle carte di pagamento della moglie con l’obiettivo di isolarla il più possibile, danneggiando anche alcune strutture del centro dove la donna aveva cercato riparo dalla furia.
Per tentare la fuga, l’uomo ha trovato poi una bicicletta elettrica in strada, e si è allontanato tentando di far perdere le proprie tracce e restare impunito. Ma l’intervento dei carabinieri di Comacchio è stato immediato: l’uomo è stato rintracciato, la donna e il bambino messi in salvo e la bicicletta recuperata e poi restituita al legittimo proprietario. La madre e il figlioletto sono stati trasportati all’ospedale Sant’Anna di Cona per le ferite riportate durante l’aggressione e successivamente collocati in una struttura protetta.
L’aggressore, nel frattempo, ha continuato a dare in escandescenza con un’ira incontenibile, danneggiando anche una porta degli uffici della caserma “Scantamburlo” di Comacchio, rendendo necessario l’intervento del personale del 118 che, dopo averlo contenuto con non poche difficoltà, è dovuto ricorrere ad una sedazione, prima del trasporto all’ospedale di Cona, dove è rimasto ricoverato sotto piantonamento. L’uomo, arrestato dai carabinieri per rapina, lesioni personali, e resistenza a pubblico ufficiale, una volta dimesso, su disposizione della Procura di Ferrara, è stato trasferito nel carcere di Ferrara in attesa del giudizio di convalida.
Nella giornata di venerdì 19 settembre il gip del tribunale di Ferrara ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere.
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