Referendum. “Campagna mistificatoria, riforma scritta male”
Intervento del consigliere Fiorentini (Civica Anselmo) sul referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia del Governo Meloni
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Martedì 24 marzo, alle 17, al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, torna “Scatti di storia”: la serie di conferenze dedicate a grandi maestri della fotografia, con Silvio Wolf e Alberto Jona Falco che presenteranno in anteprima il loro lavoro "Soglie"
Un’occasione unica per mettersi alla prova, imparare un’antica disciplina e… guardare il mondo da qualche centimetro più in alto
Il cuore storico di Ferrara si prepara a vivere una serata dove l'arte e la moda si fondono in un'esperienza sensoriale unica. Venerdì 27 marzo, la sontuosa cornice di Palazzo Roverella ospiterà il dinner fashion show "Sacro e Profano", evento patrocinato dal Comune di Ferrara che promette di esplorare i contrasti dell’animo umano attraverso l’eccellenza del design italiano
"Ciò che sta avvenendo in questi giorni nel centro monumentale di Ferrara supera ogni limite di tollerabilità per chi ha a cuore la storia, la bellezza, lo spessore culturale della nostra città". Numerose associazioni culturali criticano duramente l'uso degli spazi pubblici fatto dall'amministrazione
Cos’hanno in comune un piatto di cappelletti e un podcast? Potremmo forse trovare la risposta alla Sagra del Podcast che per il secondo anno consecutivo verrà organizzata a Viconovo da Arci Ferrara, dalla Pro Loco del paese e da Johnny Faina, autore del podcast C’è vita nel grande nulla agricolo?.
La domanda in realtà è presa in prestito dalla descrizione di uno dei laboratori a cui si potrà partecipare durante i tre giorni della sagra (12, 13 e 14 settembre), condotto da uno dei fuoriclasse del podcasting, Jonathan Zenti. Nel frattempo però l’abbiamo posta a Faina, direttore artistico dell’evento. “Entrambi – spiega – richiedono mano, cura, artigianalità. Se un cappelletto è fatto bene, te lo ricordi. Lo stesso vale per un contenuto audio incisivo: lascia un’impronta. Ci vuole pratica, ingredienti giusti, e spesso anche quella piccola “nota stonata” che rende tutto più autentico”.
Il cappelletto è anche uno di quegli elementi immancabili di una sagra, una di quelle cose che fa sentire a casa e che le caratterizza per il loro essere conviviali e popolari. Proprio da qui nasce l’idea, intorno al 2022. “All’epoca – racconta il direttore artistico – cominciavano a spuntare i primi festival dedicati al podcast dal vivo in Italia, e scherzando dicevo: “Adesso ci vorrebbe una sagra del podcast”. Poi però l’idea mi è rimasta addosso, perché univa due cose che mi interessano: l’intrattenimento audio e la convivialità tipica delle sagre“.
“Abbiamo cominciato a investire nel mondo radiofonico, del podcasting e dello storytelling già da diversi anni – aggiunge Mattia Antico, vicepresidente e responsabile cultura di Arci Ferrara -, grazie a molte collaborazioni e all’esperienza che i nostri circoli hanno costruito sul territorio. Insieme a Johnny Faina e al Grande Nulla Agricolo abbiamo pensato di unire lo stile della sagra a quello del podcast, e sin dalla prima edizione si è rivelata un’intuizione felice, un esperimento riuscito e necessario. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto di Itinere, il progetto di Arci Emilia-Romagna sostenuto dalla Regione, né senza la collaborazione della Pro Loco di Viconovo e il sostegno di Avis Comunale e Provinciale“.
A fare da collante tra due mondi all’apparenza così diversi “la ritualità”. “La sagra è un appuntamento che torna ogni anno e che la gente aspetta, indipendentemente da cosa ci sia in programma. Volevo che anche il podcast avesse quello spirito: non un evento esclusivo per addetti ai lavori, ma una festa popolare dove stare insieme, ascoltare e scoprire cose nuove“.
Johnny Faina ricorda come tutto sia nato nelle bocciofile ferraresi e nei circoli Arci dove era stato invitato per il tour dell’Oltretombola. “Abbiamo proposto il progetto ad Arci Ferrara – racconta – e grazie al contatto con Licia (Vignotto, ndr) di Internoverde abbiamo conosciuto la Pro Loco di Viconovo. Lì c’erano tutte le condizioni: il tendone, la piazza, il campo da calcio, il bar, perfino l’argine del fiume dove si può arrivare con la Nena. La comunità stava iniziando a rianimarsi dopo le chiusure post Covid e ci ha accolto generosamente: per noi era la cornice perfetta“.
Ora, l’obiettivo che si vuole consolidare è quello di “mantenere la freschezza e lo spirito di leggerezza della prima edizione ma vogliamo anche dare continuità“. Per il direttore artistico infatti “una sagra diventa tale quando diventa un appuntamento fisso, atteso dalla comunità, non un evento “mordi e fuggi”, ma qualcosa che ritorna e scandisce il tempo del paese”.
Con l’edizione di quest’anno si introducono inoltre workshop che potremmo definire sperimentali. Quello di Zenti si intitola Mani in pasta e accanto a lui ci saranno alcune signore della Pro Loco: loro mostreranno come si prepara la pasta, lui come si costruisce un audio. Wundertruppe proporrà invece un laboratorio sull’intervista, Chiedere è cortesia, come strumento di esplorazione di un territorio: il primo passo verso una futura performance sonora basata sulle storie e le voci di Viconovo.
Centrale lo spirito di festa popolare con i pasti gestiti dalla Pro Loco mentre le serate saranno animate da autori e performer che portano in scena podcast, reading e musica. Quest’anno il programma prevede Cumbre Altre Frequenze, Auroro Borealo, Sgargabonzi e Tiziano Sgarbi che arriva come ospite di Ho conosciuto Kurt Kobain di Piombo Podcast. Ma perché andare alla Sagra del Podcast? “Perché c’è un programma ricco e sorprendente. Ma soprattutto per l’atmosfera: puoi non aver mai ascoltato un podcast in vita tua e comunque divertirti, restare incuriosito, incontrare persone. È un’esperienza che mischia popolare e sperimentale, locale e nazionale. Se ci sei già stato allora torni, se invece è la prima volta vorrai tornarci“.
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