Attualità
2 Settembre 2025
Il maestro pasticcere consiglia di rivederlo perché "tradizione non vuole dire fare le cose vecchie" mentre i pasticceri ferraresi sarebbero "poco curiosi"

Iginio Massari: “Il pampapato, una porcheria”

di Redazione | 2 min

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“Il pampapato è una porcheria, è meglio che lo rivediate”. La frase di Iginio Massari, riportata da Il Resto del Carlino, che fa arrabbiare i ferraresi sta facendo il giro del web ed è stata ripresa da numerosi quotidiani, dal Corriere della Sera a Il Fatto Quotidiano e anche dal Gambero Rosso.

La frase, stando a quello che riporta il quotidiano, sarebbe stata riferita durante le registrazioni della seconda stagione di Sweet Home, a Vigarano presso il Tulpa Studio, che andrà in onda nel dicembre del 2025.

Nel completarla il pasticcere ha anche aggiunto: “Tradizione non vuole dire fare le cose vecchie. Il principio di base è la curiosità e a Ferrara, come pasticcieri, ci sono pochi curiosi”. Un attacco che, come suggerito da Alessia Calzolari sul Corriere della Sera, pare allargarsi, oltre che al dolce, anche ai pasticceri ferraresi.

A difendere il dolce si levano, sempre sulle pagine de Il Resto del Carlino, lo chef Igles Corelli, che negli anni ’80 ottenne due stelle Michelin con “Il Trigabolo” ad Argenta, e Matteo Musacci, vicepresidente di Fipe.

“Si tratta di un dolce della tradizione, non mi aspettavo affermazioni di questo tenore”, dice Corelli che non è per nulla d’accordo con la stroncatura e i toni della frase. Chiaramente, ammette lo chef, “tutto si può migliorare” e la tradizione non si deve considerare come monolitica ma “può essere cambiata”.

Musacci ricorda invece su Telestense la storia della ricetta e del prodotto “nato nel monastero del Corpus Domini” ma soprattutto pensa “che definirlo una porcheria sia assolutamente fuori stile e anche un po’ troppo da ‘personaggio’ rispetto al pasticciere”.

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