di Emanuele Gessi
La nuova manifestazione organizzata da Ferrara per la Palestina ha preso il via sabato 30 agosto da piazza Municipale, dopo che nei giorni scorsi erano state le polemiche ad alimentare il dibattito pubblico, fra chi a livello politico locale aveva preso le parti dell’associazione e chi invece l’aveva attaccata con forza.
Dopo il discorso di Adam Sami (Ferrara per la Palestina), che si è rivolto alle oltre 200 persone presenti gli organizzatori hanno ammanettato simbolicamente due attivisti con il volto coperto dalle fotografie di Giorgia Meloni e Benjamin Netanyahu. Alcuni manifestanti in marcia hanno esposto dei cartelli: “1068 medici uccisi. Israele stato terrorista”; un altro con l’immagine della premier Giorgia Meloni che stringe la mano a Netanyahu, accompagnata dalla scritta: “Assassini. Stop al genocidio”. Per venire al locale con: “Comune di Ferrara si prega di condannare i crimini di guerra di Israele”. E un’immagine del sindaco Alan Fabbri ritoccata in cui appare con gli occhi pieni di lacrime e la scritta: “Lo dico alla mamma, lo dico al Prefetto”.
Il corteo dunque ha proseguito, dopo un passaggio dal muretto del Castello, arrivando proprio di fronte alla sede della Prefettura in Corso Ercole d’Este, dove gli attivisti si sono fermati per riprendere a parlare. È stato Pietro di Ferrara per la Palestina questa volta a prendere il microfono.
“Le stime parlano oggi di oltre 72 mila martiri palestinesi. E presto un altro milione sarà costretto ad andarsene. Emergency ha già detto che uno spostamento di questo calibro non è possibile. Bisogna smettere di chiedere per favore a Israele di fermarsi. Servono azioni concrete”.
Parlando della storia del conflitto, risalendo a ben prima del 7 ottobre 2023, l’attivista ha proseguito: “Israele è uno stato terrorista che pratica il terrorismo contro un popolo desideroso di giustizia e che vuol vivere in pace nel proprio territorio. Questo fin dalla sua fondazione, con la Nakba e gli attentati delle Brigate Ebraiche. In aggiunta al genocidio e all’impennata di violenza in Cisgiordania non possiamo che avere una conferma: Israele sionista non ha una storia, ma precedenti penali.
Infine, uno sguardo all’iniziativa della Global Sumud Flotilla, in in partenza, in questi giorni, anche dall’Italia (Genova e Catania), per cercare di portare aiuti umanitari ai civili della Striscia di Gaza e rompere il blocco navale che Israele ha imposto sulla Striscia. “Questo gruppo di eroi disarmati sta per partire alla volta della Palestina. Fate in modo che se ne parli il più possibile, in modo che la salvaguardia di questo convoglio umanitario sia garantita fino in fondo”.
Sempre in chiusura sono arrivati anche gli interventi di alcune delle realtà autonome che hanno preso parte alla sfilata, fra cui il collettivo Out, l’associazione studentesca Link e il Fronte della Gioventù Comunista.
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