Porotto. “Un atto vile”, così, senza mezzi termini, lo definiscono i dem. Al circolo Pd Lio Rizzieri di Porotto la targa imbrattata da scritte inneggianti al presidente russo e al nazismo. Due svastiche e la scritta “Putin vive” comparse nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 agosto.
“Non un bel segnale per un Paese che dovrebbe guardare al futuro e non alle sue spalle, che dovrebbe cercare di emanciparsi e non cercare di riscrivere la storia onorando chi ha lottato per la nostra libertà”. A parlare ai nostri taccuini è la segretaria del circolo Rita Martelli che ricorda come non sia la prima volta che atti di questo tipo avvengono e, in rifermento a Putin ribadisce: “Noi aneliamo alla pace mentre Putin è l’ invasore di un paese sovrano”.
Un anno fa, all’inizio di agosto del 2024, una svastica era comparsa sul cippo che ricorda i Dieci Martiri mentre nel 2021 a farne le spese era stato sempre il circolo Pd con una svastica (storta) disegnata sulla vetrina all’ingresso.
“Non è la prima volta – ricorda Martelli – che accadono fatti incresciosi come questo, probabilmente perché siamo un circolo che funziona o forse a sfregio dei nostri dieci Martiri”.
Nonostante ciò che è accaduto la segretaria ribadisce come il circolo sia “un presidio del territorio e continuerà ad esserlo” al meglio delle proprie possibilità.
In una dichiarazione unitaria del segretario provinciale Nicola Minarelli, della segretaria comunale Giada Zerbini e della stessa Martelli il Partito Democratico “condanna con fermezza l’atto vandalico compiuto sull’insegna del Circolo PD di Porotto, Lio Rizzieri”.
“Le svastiche e le scritte inneggianti a Putin sulla targa d’ingresso – proseguono -, ci obbligano a denunciare e a condannare come Partito Democratico questo atto incomprensibile e vile. Piena solidarietà va al circolo e a tutti i volontari e le volontarie. Il circolo di Porotto è un presidio del territorio e della sua comunità e come Partito Democratico continueremo con maggiore determinazione a difendere la via del dialogo e della collaborazione tra tutti i cittadini e le sue rappresentanze, ripudiando ogni messaggio d’odio o di violenza”.
“Erano anni – ha scritto sui suoi social l’ex assessore dem Simone Merli – che a Porotto non tornavano queste robacce. Anni. Ma son tornate. Porotto rimane, e rimarrà, la terra dei suoi Dieci Martiri”.
A fargli eco anche Leonardo Uba, ex sfidante per la segreteria dell’unione comunale del Pd e oggi membro della segreteria di Giada Zerbini: “Un gesto che offende i Dieci Martiri, la comunità di Porotto, l’idea stessa di libertà”.
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