Le Aziende Sanitarie ferraresi hanno ottenuto un prestigioso riconoscimento nazionale da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) per l’implementazione di tre buone pratiche volte a migliorare la sicurezza del paziente.
Tutte le proposte presentate sono state validate e classificate da Agenas, diventando un riferimento a livello nazionale e pubblicate sul sito istituzionale. In particolare la procedura per l’educazione, prevenzione e contenimento del rischio da cadute del neonato e del bambino nei primi 1000 giorni di vita ha ricevuto un apprezzamento speciale, sottolineando l’urgenza di affrontare questo fenomeno crescente.
Questo successo si inserisce nel contesto della “Call for good practice 2025 – Safe care for every new born and every child” lanciata da Agenas, un organismo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale che supporta il Ministero della Salute e le Regioni nell’efficienza, sicurezza e qualità della sanità italiana.
La Call è stata indetta in linea con il tema internazionale “Safe care for every newborn and every child” (Cura sicura per ogni neonato e per ogni bambino) e in preparazione della settima Giornata mondiale della sicurezza dei pazienti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sarà celebrata il 17 settembre 2025. L’obiettivo è diffondere esperienze virtuose che abbiano dimostrato un impatto positivo sulla sicurezza dei pazienti, promuovendo un approccio integrato e multidisciplinare.
Considerate le tematiche, l’Unità Operativa Sviluppo Professionale e modelli organizzativi diretta dal dott. Mauro Taglioni, nella figura della dott.ssa Barbara Moretto ha effettuato una ricognizione tra alcuni reparti, rilevando l’esistenza di buone pratiche già in uso o in fase di applicazione.
Le Unità Operative identificate afferiscono al Dipartimento Materno Infantile e al Dipartimento di Neuroscienze. Sono stati pertanto coinvolti i professionisti della componente clinica e professionale, oltre alla prof.ssa Rosa Maria Gaudio (Direttrice Interaziendale del Rischio Clinico e Medicina Legale Ospedaliera) e i dirigenti, responsabili infermieristici e tecnici insieme ai Coordinatori afferenti al Dipartimento Assistenziale fra cui il dott. Michele Chiarini, dott. Enrico Mazzoli, la dott.ssa Chiara Pavani e la Dott.ssa Rita Goldoni.
Grazie alla loro collaborazione è quindi stato attivato un gruppo di lavoro e, attraverso una condivisione multiprofessionale e multidimensionale tra area clinica e area professionale sono state valutate, aggiornate e/o migliorate le buone pratiche in uso o in fase di applicazione.
Le tre buone pratiche validate da Agenas riguardano ambiti cruciali della cura e dell’assistenza.
La prima è la “Procedura per l’educazione, prevenzione e contenimento del rischio da cadute del neonato e del bambino nei primi 1000 giorni di vita” è stata identificata come risposta al fenomeno crescente delle cadute in età neonatale e pediatrica, con le sue significative ricadute clinico-assistenziali, economiche ed emotive. Questa procedura, particolarmente apprezzata, sarà presentata in Regione il prossimo 15 settembre in occasione della Giornata mondiale della sicurezza dei pazienti.
Viene quindi il “Patto di sicurezza da far firmare ai genitori” si affianca alla procedura precedente, configurandosi come un’azione preventiva e di sensibilizzazione che coinvolge i genitori attivamente, non solo in ambito ospedaliero ma anche domiciliare, promuovendo l’umanizzazione delle cure.
Infine la “Procedura per la diagnosi, sorveglianza e controllo degli enterobatteri nei pazienti fragili dell’Unità Operativa Gravi Cerebrolesioni” è stata sviluppata per contrastare le infezioni ospedaliere, che rappresentano un fattore di comorbilità rilevante. La sua applicazione in un contesto con pazienti particolarmente fragili e vulnerabili, come quelli delle Gravi Cerebrolesioni, ne amplifica l’importanza.
“Questo traguardo – ha messo in evidenza Taglioni – è il risultato di una sinergia eccezionale tra i nostri professionisti, che con dedizione e competenza hanno saputo identificare, sviluppare e ottimizzare procedure che rispondono a bisogni assistenziali reali e urgenti. La valorizzazione del loro lavoro e l’opportunità di condividere queste pratiche a livello nazionale sono fondamentali per elevare gli standard di cura e contribuire a una sanità sempre più sicura ed efficiente per tutta la comunità”.
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