Lido degli Estensi. Un fulmine a ciel sereno per Comacchio e per il suo istituto alberghiero. Dopo mesi di incertezze, è arrivata la conferma: al “Remo Brindisi” del Lido degli Estensi la terza classe dell’indirizzo di Accoglienza Turistica non sarà attivata. Una decisione che ha lasciato sgomente famiglie e studenti, già pronti a proseguire il percorso scelto, con iscrizioni confermate e libri acquistati. “La terza classe non si farà”, hanno scoperto a metà luglio, quando ormai l’anno scolastico era alle porte.
Sono almeno 16 gli studenti coinvolti, di cui tre con certificazione 104/92, costretti ora a riorganizzare in corsa il proprio futuro. Le famiglie parlano di “un inganno”, denunciando proposte alternative giudicate irricevibili: percorsi inquadrati nella ristorazione, “con qualche toppa”, ma senza le discipline cardine e con un diploma finale diverso da quello promesso. “Abbiamo scelto Turismo, indirizzo previsto dall’offerta formativa in fase di open day, e ci danno Ristorazione con qualche toppa”, accusano i genitori.
Le differenze non sono di poco conto: spariscono materie come Arte e Territorio e Tecniche di promozione turistica e, invece del titolo in Accoglienza Turistica (Ateco A56 e N79), i ragazzi otterrebbero un diploma di ristorazione (A55). “Una netta differenza soprattutto negli sbocchi professionali”, denunciano le famiglie, ricordando i tanti progetti degli studenti di Accoglienza che negli ultimi anni hanno dato visibilità al territorio.
A rendere ancora più amara la vicenda, il confronto con altri istituti: al “Vergani” di Ferrara la terza classe di Accoglienza Turistica è stata regolarmente attivata con 19 studenti, così come al “Tonino Guerra” di Cervia.
La protesta è esplosa venerdì 8 agosto, durante l’incontro tra dirigenza scolastica, professori, amministratori e genitori. In una lettera indirizzata al Provveditorato, le famiglie parlano di “diritti negati, studenti disorientati, penalizzazione dei ragazzi con disabilità e rischio di dispersione scolastica”. “Parliamo di ragazzi di 15 anni – scrivono – che hanno diritto a costruire il proprio futuro senza essere costretti a spostarsi lontano da casa”.
Alcuni sono infatti costretti a migrare al “Vergani” di Ferrara, altri all’alberghiero di Cervia, altri ancora a passare – previo esame integrativo – all’indirizzo tecnico turistico del Remo Brindisi. Ma la frattura con l’offerta originaria rimane evidente. “Abbiamo bussato a tutte le porte – raccontano alcuni genitori – ma non riceviamo risposte né impegni precisi. Siamo stanchi di promesse vuote”.
Durissima la posizione di Libera Comacchio. “Noi chiediamo chiarezza immediata all’Ufficio Scolastico Regionale e alla dirigenza – dichiara il coordinatore Vito Troiani – i nostri ragazzi non possono essere trattati come numeri. Il turismo è il cuore del nostro territorio e non possiamo permettere che venga indebolito in questo modo”.
Per la lista civica, non si tratta di una questione tecnica ma politica: “In gioco non c’è solo una classe, ma il futuro stesso di Comacchio e della sua vocazione turistica”, afferma Troiani. E conclude: “Non resteremo a guardare: daremo voce alle famiglie, pretenderemo trasparenza e soluzioni immediate. Perché il diritto allo studio in ambienti dignitosi non è una concessione politica: è un dovere che ogni amministrazione seria deve garantire”.
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