Goro
31 Luglio 2025
Enrico Caterino insieme al prefetto Marchesiello e la sindaca di Goro Bugnoli in conferenza stampa fanno il punto sulla situazione

Granchi blu. Il commissario: “Dovremo imparare a conviverci”

di Pietro Perelli | 3 min

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“Il granchio blu è un problema con cui dovremo imparare a convivere”. Sono parole di Enrico Caterino Commissario straordinario del Governo per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della diffusione e proliferazione della specie granchio blu. Questo non significa non affrontare il problema ma essere consapevoli che non si potrà tornare a una situazione pre granchio.

Si deve però “salvaguardare la produzione” dei molluschi tipici della Sacca di Goro e per questo sembra che stia funzionando la sperimentazione delle reti a protezione degli allevamenti. Ad oggi coprono il 20% dell’area dedicata ma entro pochi mesi (1 o 2) dovrebbero arrivare al 60%. A confermarlo è la sindaca di Goro Marika Bugnoli che siede accanto al commissario e al prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello nella conferenza stampa tenuta a seguito di un incontro a cui hanno partecipato anche i rappresentanti dei consorzi che operano tra Comacchio e la Sacca di Goro, i sindaci della zona interessata e rappresentanti della Regione Emilia Romagna.

Le reti non sono però la sola soluzione trovata, alcune sono in atto mentre altre sono in fase di sperimentazione come i dissuasori acustici (studio in fase avanzata) e i dissuasori visivi (studio alle fasi iniziali). Sono state coinvolte l’Università di Padova e altri tecnici e gruppi di ricerca come Ispra che è partner della struttura commissariale.

Tra le principali misure già adottate per gestire l’emergenza il commissario ha citato il piano economico da 10 milioni di euro messi in campo con la parte più consistente dedicata alle regioni maggiormente interessate. Queste hanno anche ricevuto indennizzi per 37 milioni di euro per i danni subiti, attraverso un piano concordato dalla struttura con le regioni coinvolte.

È stata avviata inoltre una campagna di cattura mirata, in particolare sulle femmine del granchio blu nel periodo in cui si spostano verso il mare per la riproduzione. Campagna che vede coinvolti i pescatori che, insieme alle cooperative, stanno cercando di diversificare l’attività attraverso la vendita del prodotto passata da 3/400 quinali a 2500 quintali in pochi mesi.

Un modo questo per ridurre anche le spese dovute allo smaltimento del crostaceo ma anche per alimentare un’economia che si sta aprendo al mercato tunisino, turco e statunitense. “Da pochi giorni – sottolinea Bugnoli – ha aperto a Ferrara una sua attività un imprenditore tunisino che opera nel settore”. Si dovrebbe così allargare la produzione che fino ad ora si limitava alla pulizia e al congelamento per la vendita all’estero, mentre l’imprenditore tunisino si occupa della vendita della polpa già bollita.

Attualmente, grazie alle operazioni di pulizia e congelamento, si stanno occupando tra le 50 e le 70 persone che prima si occupavano della raccolta della vongola ma, ricorda Bugnoli, “sono circa 250 le partite iva chiuse” a causa della crisi nata con la proliferazione del granchio blu. A chiudere sono state due piccole cooperative mentre altre 2-3 sono in sofferenza e hanno già comunicato la necessità di chiudere l’attività entro la fine dell’anno.

Per cercare di ampliare lo sfruttamento del crostaceo come risorsa si stanno così testando macchinari per la trasformazione delle parti non utilizzate del granchio, come il carapace, in farine per animali e potenziali utilizzi farmaceutici. Misure che mirano non solo a gestire l’emergenza attuale, ma anche a trovare strategie sostenibili per convivere con la presenza di questa specie aliena nel lungo termine.

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