Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Si è presentato sotto casa dell'ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, finendo arrestato dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti sul posto
Momenti di tensione nei giorni scorsi nell'area della stazione di Ferrara, dove un giovane nordafricano di 19 anni è stato fermato dalla Polizia Locale al termine di un inseguimento tra piazzale della Stazione e piazzale Castellina
Nel mese di luglio sono stati individuati in provincia di Ferrara due allevamenti di bovini positivi al sierotipo 4 della Blue tongue. È quanto emerge dalla relazione di Gian Carlo Muzzarelli fatta in sede di Commissione sanità per fare il punto sulla diffusione in regione della febbre catarrale che colpisce i ruminanti e che si trasmette attraverso i moscerini di genere “culicoides”. Nell’introdurre l’argomento, Muzzarelli ha ricordato che sul tema “è fondamentale capire come controllare e contenere la diffusione di tali infezioni”.
I due allevamenti colpiti si trovano uno nel Copparese e l’altro nel Bondenese. Si tratta di casi sentinella, che non presuppongono un pericolo per la salute pubblica, tanto che per le mandrie in oggetto non è prevista la quarentena.
Ad intervenire in commissione è stata la dottoressa Luisa Loli Piccolomini del Settore prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione, che ha subito ribadito che “l’infezione non si trasmette all’uomo” e dunque “non c’è alcun tipo di rischio, nemmeno potenziale”.
In Emilia-Romagna i sierotipi più diffusi sono il 4 e l’8. Da gennaio a marzo 2025 sono stati individuati sette allevamenti positivi al sierotipo 4 (1 in provincia di Piacenza, 1 a Parma, 1 a Bologna, 1 a Ravenna e 3 nel riminese) e uno positivo al sierotipo 8 nel piacentino, tutti in bovini.
Da luglio, sono stati individuati due allevamenti positivi al sierotipo 4, tutti in bovini, in provincia di Ferrara, e cinque allevamenti positivi al sierotipo 8, tutti in pecore, di cui uno in provincia di Rimini e quattro in quella di Forlì-Cesena, mentre dieci allevamenti sono attualmente sospetti. “Le avvisaglie c’erano già state nel 2024 – prosegue Loli Piccolomini -, quando sono stati individuati 158 allevamenti positivi, con un picco nel mese di ottobre. Di questi, solo 27 allevamenti hanno presentato casi clinici e comunque con mortalità limitata, dell’ordine di 1-2 soggetti” (solo un allevamento ha avuto un numero di animali morti superiore a 20).
Per quanto riguarda la terapia e la profilassi, è stato chiarito che non esiste alcuna terapia in grado di eliminare il virus, ma la sola terapia applicabile mira a risolvere o attenuare i sintomi (come febbre, scolo nasale e, nei casi più gravi, la lingua cianotica, ossia blu). Sul fronte delle misure di controllo, invece, non è previsto l’abbattimento degli animali infetti: devono però essere adottate misure per evitare la diffusione del virus in zone dell’UE indenni. Altro aspetto che è stato chiarito è il tasso di mortalità che raggiunge il 3% negli ovini, mentre è trascurabile in bovini e caprini. La mortalità risulta comunque più elevata in greggi che hanno uno stato sanitario scadente. I bovini, pur non avendo normalmente sintomi, hanno una fase viremica molto lunga, fino a 60 giorni.
In Emilia-Romagna, dal 29 gennaio 2025, è stato emanato un protocollo per la vaccinazione, che riguarda in particolare gli ovini, in accordo con l’associazione regionale degli allevatori e con costi a carico degli allevatori. Il numero stimato di ovini da vaccinare è di 44mila. Tra le altre misure da adottare, figura anche il trattamento con insetto-repellenti. Inoltre, la Regione ha predisposto una specifica pagina web accessibile a tutti i produttori.
Sul punto, è stato ribadito l’impegno della Regione, anche se è stato chiarito che non è stato semplice dare agli allevatori la possibilità di vaccinare, poiché inizialmente c’era scarsa disponibilità di vaccini. “Dal gennaio di quest’anno il protocollo è stato reso disponibile – ha concluso Loli Piccolomini -. Il coinvolgimento dell’associazione degli allevatori è stato un punto importante, così come le informative partire dalle Ausl. Nelle ultime settimane c’è stato un boom di richieste e questo è un aspetto positivo”.
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