Economia e Lavoro
28 Luglio 2025
Lo stabilimento delle serre idroponiche a San Giovanni di Ostellato dà il via al progetto di sviluppo territoriale insieme ai Comuni e alla Regione Emilia-Romagna

Friel-Green House investe 60 milioni nel basso ferrarese

di Camilla Mondini | 3 min

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Lo stabilimento delle serre idroponiche di Fri-el a San Giovanni di Ostellato conta seicento dipendenti e, nel futuro breve, prevede un ampliamento di altri trenta ettari di serre la cui gestione richiederà quattrocento nuovi posti di lavoro. Si tratta del nuovo progetto di sviluppo territoriale del basso ferrarese che da una parte vede l’azienda Friel-Green House e dall’altra i Comuni interessati dai progetti cioè Ostellato, Portomaggiore e Comacchio, unitamente a S.i.pro e alla Regione Emilia-Romagna.

Sala gremita di persone martedì 26 luglio, il giorno il cui è stata presentata l’iniziativa, che ha visto in prima linea diverse personalità politiche e istituzioni. Al tavolo dei relatori la consigliera e questora della Regione Marcella Zappaterra, il vicepresidente della Regione Vincenzo Colla e l’amministratore delegato Fri-el Florian Gostner.

“La presentazione di un progetto di tale rilievo si sarebbe, di consuetudine, tenuto in Regione – commenta la consigliera e questora Marcella Zappaterra – ma farla qua consente maggiore coinvolgimento del territorio. È la dimostrazione di una collaborazione vincente tra pubblico e privato – continua – grazie all’investimento del gruppo Fri-el siamo riusciti a farlo diventare un accordo di sviluppo territoriale che ha impatto su tutto il basso ferrarese. Noi siamo la Regione del patto per il lavoro, per il clima e per il welfare che sta accompagnando la transizione energetica in modo significativo. Fri-el è uno dei produttori più importanti de energia ecosostenibile e, anche insieme a loro, stiamo provando a sperimentare modelli di welfare aziendale che ha un risvolto sui problemi sociali come la bassa natalità, la difficoltà a reperire la manodopera e il lavoro sicuro”.

Non si tratta infatti solo di nuovi posti di lavoro ma anche di un’attenzione particolare alla vita del lavoratore, fuori e dentro l’azienda di riferimento. Contrasto al caporalato e condizioni di vita e lavoro dignitose sono le parole d’ordine per i lavoratori di oggi e del domani. Il Comune di Portomaggiore si era già reso protagonista nel progetto Agribus che ha come obiettivo primario proprio la lotta al caporale, in questo caso, rendendo disponibili trasporti per recarsi sul luogo di lavoro. Iniziative in forte sinergia con quelle proposte da Fri-el che, oltre all’attenzione alla mobilità, ambisce a favorire il recupero edilizio di contesti urbani rurali in abbandono proprio per l’insediamento di nuovi nuclei familiari.

“Ci troviamo davanti a una famiglia estremamente umile ma che sta mostrando anche molta forza. Un soggetto di grande serietà ha deciso di investire sull’energia rinnovabile – spiega il vicepresidente della Regione Vincenzo Colla – il Pnnr è finito e bisogna prepararsi a nuove risorse europee. L’istituzione finalmente diventa partner di questi progetti segnando un cambio di passo nella cultura generazionale, se cresce la politica crescono tutti. Oggi non siamo qua solo per la presentazione di un’iniziativa, stiamo parlando di qualcosa di strutturale, c’è una delibera di Giunta già pronta che mi auguro vedrà l’appoggio di tutte le forze politiche. Dietro il pomodoro c’è comportamento, filiera e modo di lavorare che mette in sicurezza il nostro food. Tutelare il settore primario è fondamentale, spesso ce ne dimentichiamo ma senza non esisterebbero il secondario e il terziario”.

Si tratta di un investimento complessivo di 60 milioni di euro: “Ci prendiamo questa responsabilità con serietà – precisa il Ceo Florian Gostner – parliamo di agricoltura high tech, sviluppo territoriale, turismo e di un polo che tra qualche anno potrà superare lo spopolamento”.

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