La Camera dei Deputati ha dato il via libera unanime al disegno di legge sui conti correnti, un provvedimento che ora passa al vaglio del Senato. Il ddl interviene su due proposte legislative riguardanti l’obbligo per le banche di offrire un conto corrente a chiunque ne faccia richiesta e limita fortemente la possibilità per gli istituti di credito di recedere unilateralmente dal contratto, salvo casi gravi come sospetti di riciclaggio o terrorismo.
Il cuore della riforma è la tutela di un diritto considerato sempre più essenziale nella quotidianità: l’accesso a un conto corrente. Il provvedimento nasce infatti sulla scia delle proteste di molti cittadini che si sono visti chiudere il conto, spesso senza spiegazioni e nonostante saldi attivi.
Positivo il commento di Andrea Maggi, consigliere nazionale della Lega Consumatori e vicepresidente per l’Emilia Romagna, che definisce l’approvazione della Camera “un passo avanti verso una maggiore equità e tutela dei diritti dei cittadini”. “L’impossibilità di avere un conto corrente – spiega – significa restare esclusi da servizi fondamentali come l’accredito dello stipendio o la domiciliazione delle utenze”.
“Nella provincia di Ferrara – prosegue -, registriamo nei nostri uffici diverse situazioni di persone, già in difficoltà per problemi di sovraindebitamento o di pignoramento, che non riescono ad incassare stipendio o pagamenti proprio perché, in ragione della loro situazione debitoria, non riescono ad aprire un proprio conto corrente. È quindi un’ottima notizia che il Parlamento, in maniera bipartisan, abbia riconosciuto questa esigenza con senso di responsabilità”.
Tuttavia, Maggi invita alla prudenza: “A fine 2024, i conti correnti in Italia hanno superato quota 40 milioni, con una crescita del 13% rispetto al 2019. Ma oggi i costi di gestione sono spesso elevati e il rischio è che le nuove norme si traducano in ulteriori aggravi per i clienti. È fondamentale che le autorità vigilino affinché gli istituti non scarichino i nuovi obblighi sugli utenti finali”.
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