Comacchio
15 Luglio 2025
La denuncia di un 24enne ferrarese per un'aggressione subita fuori da un locale notturno del Lido di Spina. Il padre: "Vorrei chiedere a quell'uomo il perché di tutta quella violenza?"

Preso a calci e pugni dal buttafuori senza motivo

di Davide Soattin | 2 min

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Comacchio. Malmenato brutalmente con calci e pugni da un buttafuori all’ingresso di un noto locale notturno al Lido di Spina, tanto da dover ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale del Delta di Lagosanto.

È quanto sarebbe accaduto, intorno alle 22 di sabato 12 luglio, a un ragazzo 24enne ferrarese, che – nelle scorse ore – ha sporto denuncia ai carabinieri per lesioni personali, assistito dall’avvocato Federico Bolognesi.

Stando a quanto denunciato ai militari, il giovane era insieme a un amico quando, arrivato all’entrata dello stabilimento balneare, sarebbe stato fermato da due addetti di una ditta di sicurezza privata, che impedivano loro di accedere al locale dicendo che erano ubriachi.

“Ma dai, perché non possiamo…” avrebbe risposto il 24enne, aggiungendo che l’amico era astemio, mentre lui aveva bevuto poco e niente. Per tutta risposta, uno dei due buttafuori lo avrebbe prima spintonato e poi gli avrebbe rifilato una scarica di calci e di pugni, facendolo cadere a terra e continuando comunque a colpirlo.

Calci alle costole che avrebbe ricevuto anche l’amico che lo accompagnava nel tentativo di placare la furia dell’addetto alla sicurezza, calmato solamente dall’intervento del collega.

Dopo la colluttazione, il giovane – a cui è stato rotto il telefono cellulare – avrebbe iniziato a perdere sangue per le abrasioni ai gomiti, oltre che ad accusare dolori sul capo e sul costato.

Arrivato a casa, accompagnato dall’amico, il 24enne è stato successivamente portato all’ospedale del Delta di Lagosanto dal padre, che – nel frattempo – ha telefonato i carabinieri, a cui sono spettati i vari accertamenti per identificare l’autore della presunta aggressione.

“Sono scappati via – racconta il genitore – e, quando è arrivato a casa, ho trovato mio figlio in un bagno di sangue. Era spaventato ovviamente, ma lucidissimo. Ai carabinieri e ai sanitari ha ricostruito quanto accaduto per filo e per segno. Vorrei chiedere a quel buttafuori il perché di tutta quella violenza? Mio figlio è sessanta chili. Lo avesse minacciato o fosse stato ubriaco, potrei capire. Così come se avesse molestato qualcuno all’interno del locale. Ma non ci sarebbe stata comunque una valida giustificazione. Invece che tutelare i nostri ragazzi che vanno in discoteca per divertimento, cosa fanno? Fanno sicurezza per loro stessi o per i nostri figli?”.

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