Lido degli Estensi. Operazione congiunta questa mattina (lunedì 14 luglio) a Lido degli Estensi, dove Polizia Locale, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza e Carabinieri hanno provveduto al sequestro amministrativo dello stabilimento balneare Calypso Bay di via Severo Pozzati.
Il rilascio forzato è arrivato dopo la revoca della concessione demaniale per morosità nel pagamento di alcuni canoni marittimi.
Nello specifico, il Comune di Comacchio, tramite l’Ufficio del Demanio, ha provveduto alla revoca della concessione demaniale n°15 del 2009, secondo quanto disposto dall’ordinanza dirigenziale n°192 del maggio 2025 e dopo gli esiti della sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna dello scorso 10 luglio, che ha respinto la richiesta di sospensione cautelare che era stata avanzata dai titolari della concessione demaniale, oggi assistiti dall’avvocato Sara Zaramella del foro di Padova.
“Lo scorso 24 settembre – spiega il legale, contattato da Estense.com – il Comune aveva avviato una prima procedura di decadenza, chiedendo la presentazione del piano di salvataggio per l’anno in corso, rimanendo però poi silente fino al maggio di quest’anno. Il mio assistito, nel frattempo, ha adempiuto a quanto richiesto, facendo investimenti per la stagione in corso, partita regolarmente con i clienti che hanno acquistato tutti i lettini e tutti gli ombrelloni. Improvvisamente però lo scorso 13 maggio, il Comune ha dichiarato la decadenza della concessione“.
Zaramella prosegue: “Abbiamo chiesto al Comune di aspettare fino alla fine della stagione perché sennò avremmo privato i clienti dei servizi forniti e non saremmo riusciti a rispettare gli accordi presi con i fornitori. È stata avanzata una richiesta di rinvio e di sospendere il provvedimento fino alla fine della stagione estiva. Il Comune ci ha detto di no. Abbiamo quindi fatto ricorso al Tar, che però ha ritenuto prevalente l’interesse dell’amministrazione nel riscuotere i canoni rispetto alle problematiche di una stagione che finisce per penalizzare proprietario, clienti e fornitori”.
Al momento, il proprietario dello stabilimento sta valutando se fare appello al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar dell’Emilia-Romagna.
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