Addio a Marco Bolognesi, il calcio ferrarese in lutto
Ha combattuto fino all’ultimo con grande forza e dignità, senza mai arrendersi. Marco Bolognesi si è spento la mattina del 6 febbraio, a 59 anni, negli ambulatori ferraresi della Fondazione Ado
Ha combattuto fino all’ultimo con grande forza e dignità, senza mai arrendersi. Marco Bolognesi si è spento la mattina del 6 febbraio, a 59 anni, negli ambulatori ferraresi della Fondazione Ado
La sedicesima giornata regala risultati pesanti in chiave alta classifica. Si ferma il Berra, battuto di misura dall’Acli San Luca San Giorgio nello scontro diretto
Giornata ricca di spunti nel girone di Seconda Categoria. L’Ostellatese conferma il primato espugnando il campo del Ricci Francesco
Il turno di Prima Categoria regala spettacolo e gol, con la capolista che conferma tutta la propria forza
La ventiduesima giornata di Promozione conferma le gerarchie ma non spegne la battaglia alle spalle della capolista
In un mondo che corre veloce, dove la modernità ci travolge a suon di notifiche, trend e musica che a volte sembra parlare solo di rabbia, c’è un angolo di Emilia dove il tempo si è fermato. A Porotto, il torneo di calcio a 7 dedicato a Roberto Novi è ormai diventato un evento di costume, un appuntamento imperdibile. Non è solo sport, è uno spettacolo di umanità che si rinnova sotto le luci del campo.
Tra i tanti eventi che affollano l’estate, questo torneo riesce a riportare tutti, giovani, famiglie, appassionati, alle origini, a quando il calcio era gioco vero, fatica, sudore e risate. Ragazzi da tutta l’Emilia-Romagna arrivano per sfidarsi in partite dal livello tecnico altissimo, combattute fino all’ultimo respiro, ma con un rispetto reciproco che commuove. “Il calcio è duro, certo – dicono gli organizzatori – ma qui nessuno dimentica che prima di tutto siamo amici. E questo fa la differenza”.
Riesce a farlo riportando al centro la socialità autentica: dopo ogni gara, infatti, arriva il momento più atteso, quello del “terzo tempo”. È lì che, sotto le stelle e tra il profumo dell’erba, i ragazzi si siedono insieme per un panino, una bibita e tante chiacchiere. Le tensioni si sciolgono in un sorriso, le mani si stringono. “Quando li vedo così – racconta Geremia con voce rotta dall’emozione – mi sembra di tornare bambino, quando il calcio era l’unico modo per sentirci tutti uguali”.
Il merito è di chi, con passione e dedizione, ha saputo trasformare questo torneo in un piccolo grande miracolo. Gli organizzatori, insieme alla Società X Martiri, hanno realizzato quella che sembra un’impresa d’altri tempi: “In mezzo a tanta modernità, forse troppa, spiega un volontario, siamo riusciti a riportare i ragazzi in un luogo dove ci si guarda negli occhi. Meglio una sana serata in campagna che cioccolare al ritmo del trap”.
E mentre le serate scorrono, con la tribuna sempre piena e le luci che illuminano il campo come un palcoscenico, Novi diventa il simbolo di un’Italia che non vuole dimenticare il valore dello stare insieme. Un’Italia che, nel calcio, ritrova la voglia di condividere emozioni vere. Come diceva Gianni Brera, “il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”, e a Novi questa sacralità si respira ogni sera.
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