Attualità
8 Giugno 2025
L’incontro con le responsabili del Centro donna giustizia e del Centro uomini maltrattanti. “Ricordiamoci di Desirée e Daniele”

La Curva Ovest si schiera contro la violenza di genere

di Redazione | 4 min

Leggi anche

di Tommaso Piacentini

Una curva ha anche il dovere di mandare dei messaggi”. È con questo intento che venerdì (6 giugno) alla festa della curva ovest si è voluto dedicare un momento di dibattito ad un tema tanto pregnante quanto tristemente attuale: la violenza di genere. Un modo di “rompere il silenzio”, come riporta il titolo del dibattito, in nome di tutte quelle donne che hanno perso la vita a causa di una cultura machista tossica e violenta, in un contesto, come hanno sottolineato gli organizzatori, “quello della curva, insolito in quanto ambiente prettamente maschile e per questo riteniamo sia importante che certi messaggi vengano da qui”.

L’incontro si è aperto con il ricordo dell’assassinio di Desirée Piovanelli, quattordicenne uccisa a coltellate il 28 settembre 2002 in una cascina di Leno, in provincia di Brescia: “Sevizie, calci, pugni, coltellate. Per un’ora e mezza, Desirée Piovanelli ha lottato per vivere. Un’ora e mezza di crudeltà, inferta da chi le avrebbe dovuto parlare di amore, scuola e motorini”. Desirée fu attirata con l’inganno in quella cascina degli orroriCi sono dei gattini lì, vieni a vederli” – da tre suoi coetanei e un 35enne, Giovanni Erra, un branco di uomini che non le ha lasciato scampo: “Desirée si ribellò a un tentativo di violenza sessuale, provò a scappare, si divincolò. Si lanciò persino da una finestra, ma la ripresero, l’accoltellarono, la legarono e tentarono persino di darle fuoco”.

I tre giovani sono liberi dal 2013, mentre Erra, affidato ai servizi sociali, lo sarà tra qualche mese grazie a uno sconto di pena di 7 anni per buona condotta. Desirée, invece, non uscirà più da quella cascina. “Abbiamo molti giovani che frequentano la curva – hanno dichiarato gli organizzatori – e a loro in particolare rivolgiamo le nostre speranze per un cambiamento che deve arrivare, di mentalità e di cultura”.

A seguito del ricordo di Desirée sono intervenute Daria Baglioni, del centro donna giustizia di Ferrara, e Alessandra Frenza, del centro ascolto uomini maltrattanti, le quali hanno reso l’idea di come la violenza sia un fatto contingente e non esente dalla nostra città: “Nel 2024 sono 408 le donne sopravvissute alla violenza che si sono rivolte al centro donna giustizia, 260 Italiane e 147 provenienti da altri paesi” ha dichiarato Baglioni. Al contrario, gli uomini che si sono rivolti al Cam sono in numero di gran lunga minore: Frenza ha parlato di un accoglienza presso il centro di 60 uomini, di cui 33 italiani e 27 stranieri, “che hanno agito violenza e che hanno intrapreso un percorso di cambiamento, che si sono messi in discussione rispetto ai loro agìti violenti e si stanno impegnando perché la loro violenza cessi”.

Una violenza che influenza anche tutti quei bambini e quei ragazzi che sono costretti ad assisterla o addirittura a subirla in famiglia, aumentando così il rischio che si instauri in loro un modello che riprodurranno una volta cresciuti. Sono storie come quelle di Daniele Paitoni, il bambino di 7 anni del Varesotto assassinato dal padre, Davide Paitoni, il quale avrebbe tentato anche di uccidere la moglie da cui si stava separando. “Nel 2024 sono stati 384 i figli e le figlie che hanno assistito a violenza tra Ferrara e provincia” ha dichiarato Baglioni, mentre Frenza ha evidenziato che “tra tutti gli uomini accolti, abbiamo avuto 18 situazioni in cui figli o figlie hanno assistito a violenza agita da parte dei loro padri”.

Parlando di come i comportamenti violenti in famiglia diventano un modello che si trasmette di generazione in generazione, sono stati proposti ai tifosi gli esiti di una ricerca promossa dalla fondazione libellula e sottoposta ai giovani, in cui emerge come nel rapporto di coppia vengano considerati come sinonimi di “vero amore” alcuni comportamenti che nella realtà sono l’opposto: per il 40% degli uomini intervistati è colpa delle donne se vengono violentate; per il 39% una donna può sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero lo vuole e il 19,7% pensa che siano sempre le donne a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestirsi . Modelli di pensiero che sono talmente radicati da coinvolgere le stesse donne: il 14% di loro pensa che una donna ubriaca o sotto l’effetto di droghe sia in parte responsabile dello stupro.

A questo proposito, Baglioni e Frenza hanno elencato alcuni comportamenti che devono essere letti come campanelli d’allarme di una relazione tossica. Tra questi, “quando ti costringe a rimanere ad ascoltarlo per ore senza permetterti di esprimere il tuo parere e sminuendolo”, “ti dice che sei una poco seria e che non capisci niente”, “fa battute sarcastiche sulle tue passioni”, “insiste nel chiederti foto intime”, “ti dice che ha bisogno di fare sesso tutti i giorni e se non lo fai vuol dire che non lo ami”, “tira pugni sul muro se siete in disaccordo”.

Nella sola provincia di Ferrara, nel 2024 sono state ospitate 68 donne con 76 figli nelle 3 case rifugio del centro donna giustizia, mentre le operatrici del centro hanno svolto 1871 colloqui telefonici, 1131 colloqui personali, 293 colloqui di supporto psicologico e 186 consulenze legali. Questi non sono solo numeri, ma sono donne, madri, sorelle, figlie, amiche, vicine di casa, che chiedono di essere aiutate. Da qui l’appello: “Non giratevi dall’altra parte”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com