Eventi e cultura
30 Maggio 2025
Presentati giovedì 29 maggio i lavori di restauro per un totale di 1milione e 170mila euro. Gulinelli: "Nuovi allestimenti che consentono la migliore valorizzazione delle collezioni"

La Palazzina Marfisa riapre il 5 settembre più accessibile

di Redazione | 3 min

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di Tommaso Piacentini

Palazzina Marfisa d’Este, dopo due anni di restauri, riaprirà le sue porte il 5 settembre e lo farà in una veste rinnovata, più sicura e accessibile a tutti. Ad annunciarlo ieri (29 maggio) in conferenza pubblica a palazzo Schifanoia l’assessore alla cultura Marco Gulinelli insieme a Raffaela Vitale, architetto del servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara, a Ethel Guidi, dirigente del servizio musei d’arte, e ai giovani che si sono occupati del riallestimento del percorso museale: l’architetto Lucia Angelini e i conservatori Francesca Acqui e Romeo Pio Cristofori.

La palazzina, come ha spiegato Vitale, ha necessitato di interventi strutturali a causa dei danni provocati dal terremoto del 2012 per un totale di 1milione e 170mila euro, di cui 545mila e 519 sono stati finanziati da contributi regionali. I lavori sulla struttura, vagliati e vigilati dalla soprintendenza, hanno riguardato il restauro di coperture e corpi scala danneggiati dal sisma, l’installazione di un nuovo impianto di riscaldamento e raffreddamento, il restauro dei soffitti e il rifacimento della pavimentazione – danneggiata dall’umidità – dell’ingresso e della biglietteria. Inoltre sono stati riportati i disegni voluti dall’ingegnere Carlo Savonuzzi, restauratore dell’edificio negli anni ’30 del Novecento, per la facciata nel prospetto sud, finora costituita da pittura gialla a tinta unita.

Oltre ai lavori strutturali, un nuovo progetto di allestimento è stato presentato e attuato per rendere più accessibili gli spazi e gli oggetti presenti nel complesso museale. Un intervento per un totale di 170mila euro che, grazie all’installazione di rampe d’accesso, permetterà una fruizione completa delle sale, prima impossibile a causa di un gradino di 15 centimetri che impediva l’accesso alle carrozzine a gran parte della palazzina.

Inoltre, come ha spiegato Guidi, si è voluto tenere conto della “necessità di arricchire i contenuti”, così come l’aveva intesa l’ingegnere Nino Barbantini, collega di Savonuzzi durante i restauri del 1937, con le opportune modifiche. Se negli anni ’90 alcuni oggetti non vengono più esposti – come gli strumenti musicali voluti da Barbantini – oggi con il nuovo allestimento saranno riportati alla luce in apposite teche, ampliati con beni appartenenti a collezioni civiche numismatiche e ceramiche e resi di nuovo fruibili al pubblico.

L’accessibilità, quindi, è stata la bussola che ha orientato il progetto di allestimento, anche per quanto riguarda altri interventi come l’inserimento di sedute, di riproduzioni tattili di vari oggetti del museo, di schede multisensoriali e la creazione di un’app gratuita che fungerà da audioguida e da videoguida in lingua dei segni.

“Questi sono anni importanti per lo straordinario patrimonio artistico della nostra città – sottolinea l’assessore Gulinelli -. I lavori post sisma hanno comportato chiusure dolorose ma le riaperture, come quella di Schifanoia, restituiscono alla città musei completamente rinnovati, con nuovi allestimenti che consentono la migliore valorizzazione delle collezioni, con un’attenzione specifica all’accessibilità largamente intesa”.

“Al termine del 2026 – ha concluso l’assessore – Ferrara potrà contare su una rete museale straordinaria che, insieme alle mostre temporanee di Palazzo dei Diamanti, offrirà a cittadini e turisti, sempre nuove opportunità di visita a questa meravigliosa città, inserita nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco da 30 anni”.

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