Politica
23 Maggio 2025
L’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea parla di Europa e di guerra e pace, al Libraccio

Prodi a Ferrara: “Bisogna dialogare con il lupo”

(Foto di Riccardo Giori)
di Redazione | 3 min

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di Emanuele Gessi

Un’idea di Europa che sappia cantare in coro, quella auspicata da Romano Prodi ieri (22 maggio) a Ferrara, davanti alle 150 persone presenti ad ascoltarlo, tra cui Patrizio Bianchi e Francesco Conconi, già rettori di Unife, alla libreria Libraccio dove si è tenuto l’incontro.

L’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea ha detto chiaramente che se oggi c’è un problema da risolvere, tanto in Parlamento in Italia quanto dentro alle istituzioni europee, è quello che vede il sopravvento dello scontro verbale sul dialogo. “Con la frammentazione e il susseguirsi di governi non si riesce mai a fare un grande progetto di continuità”, ha affermato.

Il principio, che Prodi ha fissato anche nel suo ultimo libro, Il dovere della speranza (Rizzoli, 2024), per cui dal dialogo fra parti politiche tra loro distantissime (ha fatto l’esempio dei suoi colloqui con Putin, Bush, Gheddafi e Assad) possano scaturire degli accordi strategici, poggia peraltro le sue basi sul fatto che “bisogna parlare con il lupo, a patto che si tratti di un dialogo fermo sui propri principi. Credete veramente che io avrei potuto fare l’allargamento dell’Unione europea (quando, nel 2004 sotto la presidenza Prodi, 8 paesi dell’ex Unione sovietica entrarono a farne parte, ndr) senza parlare con Putin innumerevoli volte?”.

E volendo sintetizzare ciò che innanzitutto rappresenta per il mondo l’Unione europea, ha dichiarato: “L’Europa ha insegnato come paesi fra loro nemici per secoli possano costruire una pace che al suo interno sta durando da 80 anni”.

Pungolato dai docenti di Unife, Cristiana Fioravanti e Jacopo Alberti, che hanno dialogato con lui, Prodi si è sbilanciato su cosa ci vuole adesso all’interno dell’Unione europea: dire basta al diritto di veto (e la sala ha risposto con un applauso), con la sottolineatura che “democrazia significa maggioranza e non unanimità”.

L’ex premier si è quindi addentrato a commentare la direzione che sta imprimendo la Francia ai correnti scenari geopolitici, anche grazie allo strumento del veto: “In questo momento sono loro che stanno impedendo la difesa europea vera, e non stato per stato come adesso. Voi pensate che si possa avere una difesa unica se uno comanda con l’arma nucleare, cioè la Francia, e l’altro paga, con la Germania che dall’inizio del conflitto in Ucraina ha raddoppiato le proprie spese di difesa a bilancio? Non bisogna trascurare l’aspetto che la Francia è un ex impero, che sono molto più conservatori degli imperi esistenti, basti pensare all’esempio ungherese”.

L’iniziativa che ha visto la presenza di Prodi in città rientrava nell’ambito delle celebrazioni per la Festa dell’Europa e in particolare della rassegna L’Europa tra i libri, un evento organizzato con la collaborazione del Centro di documentazione e studi sull’Unione europea (CDE) dell’Università di Ferrara, di Europe Direct Emilia-Romagna e di Upi ER.

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