Politica
29 Aprile 2025
Dal cordoglio alla richiesta di censura delle chat Lgbtq+: un caso di opportunismo politico

Il Popolo della Famiglia specula sulla tragedia di Alessandro Coatti

di Redazione | 2 min

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La morte del giovane biologo molecolare ferrarese Alessandro Coatti, avvenuta in circostanze tragiche durante un viaggio in Colombia, sta diventando terreno di speculazione politica. È il caso del Popolo della Famiglia che, attraverso il suo portavoce nazionale Mirko De Carli, ha diffuso un comunicato in cui, pur esprimendo “il massimo cordoglio alla famiglia colpita da questo tragico lutto”, utilizza la vicenda per lanciare un duro attacco contro le piattaforme di incontri omosessuali.

Secondo De Carli, “l’adescamento del ragazzo mezzo chat di incontri omosessuali” e il conseguente furto e omicidio sarebbero la prova che “queste piattaforme di chat tra omosessuali siano un luogo tuttaltro che protetto”, arrivando a sostenere che “i confini tra scambio di messaggi e favoreggiamento della prostituzione sono molto esili”.

Una narrazione che piega il dramma personale di Coatti a una campagna ideologica che nulla ha a che vedere con la complessità e il dolore della vicenda. De Carli infatti conclude il comunicato con una proposta che appare più strumentale che realmente finalizzata alla tutela dei giovani: “Come Popolo della Famiglia, chiediamo con forza che queste piattaforme Lgbtq siano messe al bando dal governo italiano: è inaccettabile per uno stato democratico vedere uno dei suoi giovani morire mentre dei siti arcobaleno lucrano sui luoghi virtuali dove agiscono indiscriminatamente bande criminali straniere”

Il linguaggio utilizzato non lascia spazio a dubbi sull’intento politico: trasformare un fatto di cronaca nera in un atto d’accusa generalizzato contro l’intera comunità Lgbtq+ e contro strumenti di comunicazione che, come ogni mezzo umano, possono essere usati male o aggrediti da malintenzionati, ma che non possono essere demonizzati in blocco.

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