Attualità
24 Aprile 2025
La referente provinciale Anna Ferraresi contro la proposta del consigliere regionale Fausto Gianella di Fratelli d'Italia: "Deriva armata pericolosa anche per la sicurezza pubblica"

Abbattere le nutrie con la Calibro 22. Leal: “No al Far West legalizzato”

di Redazione | 2 min

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Anna Ferraresi, referente Leal per la provincia di Ferrara, definisce “politica miope e crudele” la proposta del consigliere regionale Fausto Gianella di Fratelli d’Italia di facilitare l’abbattimento delle nutrie attraverso l’uso della carabina calibro 22 e di eliminare l’obbligo di comunicazione preventiva da parte degli agricoltori che la utilizzerebbero.

“Una vera e propria liberalizzazione della caccia, mascherata da contenimento di una specie dichiarata invasiva” afferma Ferraresi.

“Dietro le dichiarazioni allarmistiche – prosegue – si cela una visione rozza, ignorante e pericolosa, che affronta un problema ecologico complesso con strumenti di violenza e semplificazione. Eppure gli esperti lo affermano con chiarezza: l’abbattimento non risolve il problema. Le popolazioni di nutrie tendono a riformarsi rapidamente se non si interviene sulle cause ecologiche e sulle dinamiche riproduttive. Ciò che serve è un approccio sistemico, basato su metodi etici, selettivi e scientificamente validati come la sterilizzazione, la gestione degli habitat e la prevenzione della diffusione, non un ‘far west’ legalizzato in cui sparare diventa la scorciatoia preferita”.

La referente della Lega Antivivisezionista aggiunge: “Le nutrie sono animali senzienti, non bersagli mobili. E la deriva armata proposta da Gianella – giustificata dal presunto eccesso di burocrazia – è pericolosa anche per la sicurezza pubblica: normalizzare la presenza di armi nei campi e ridurre i controlli espone a rischi gravi persone, animali domestici e fauna selvatica. Sostenere la semplificazione delle procedure per permettere a chiunque, purché “abilitato”, di sparare senza adeguata supervisione è una scelta politica che privilegia il consenso immediato a scapito della competenza e della responsabilità”.

“Come Leal chiediamo che la Regione Emilia-Romagna rigetti questa proposta e investa invece in un piano integrato e non violento, che tuteli davvero l’ambiente e rispetti la vita” conclude l’ex consigliera comunale.

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