Lunedì scorso la Polizia Penitenziaria ha sventato un tentativo di suicidio nella Casa circondariale di Ferrara, “il provvidenziale intervento dell’agente addetto – interviene il Sinappe (Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria) – è riuscito a salvarlo in tempo”. Il sindacato evidenzia come i poliziotti non perdano “occasione di svolgere al meglio il proprio compito istituzionale” nonostante le difficoltà nelle quali si trovano ad operare che portano gli operatori a essere “fortemente provati dagli eventi accaduti negli ultimi tempi”.
Difficoltà che proseguono nonostante “nell’ultimo periodo, si assiste all’importante sforzo della direzione sanitaria dell’istituto di pena estense di limitare la distribuzione di farmaci psicotropi e di cura della tossicodipendenza, sostituendoli con altri più efficaci per consentire un reale beneficio sanitario, evitando invece gli abusi e lo scambio tra detenuti”. Il sindacato ammette che “dopo un primo periodo di assestamento, sembra che la situazione generale sia migliorata, ma, di frequente, ci si ritrova ad affrontare la furia di alcuni ristretti restii ad accettarne gli effetti”.
Domenica scorsa infatti “un detenuto italiano, pretendendo un trattamento sanitario valutato scorretto da parte del medico, avrebbe scaricato la propria ira contro il personale di polizia penitenziaria, il quale, durante il contenimento necessario a evitare danni etero e auto lesivi, ha registrato l’infortunio di un operatore”. Operatore che ha ricevuto una prognosi di 7 giorni dopo le cure al pronto soccorso di Cona.
“Per la gestione quotidiana della Casa Circondariale – sottolinea il Sinappe – si ritiene necessaria una ancor maggiore collaborazione tra l’area sicurezza e l’area sanitaria, la quale non può prescindere però dall’assegnazione di ulteriore personale per garantire una maggior presenza durante la somministrazione delle prestazioni sanitarie, assicurando una maggior serenità a tutti gli operatori”.
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