Residenzialità storica. “Scontro” tra Comune e Corte Costituzionale
L'assessora Cristina Coletti parla di "un pronunciamento che esula dalla realtà dei fatti e ignora completamente il contesto sociale in cui vivono i cittadini"
L'assessora Cristina Coletti parla di "un pronunciamento che esula dalla realtà dei fatti e ignora completamente il contesto sociale in cui vivono i cittadini"
Intervento del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Ferrara con cui riconosce nel tavolo in Prefettura "l'iniziativa più importante e significativa di queste ultime due settimane"
«Desidero ringraziare Fabrizio Toselli e tutto il direttivo provinciale di Forza Italia per l’accoglienza ricevuta e per il clima di grande disponibilità e collaborazione che ho trovato fin dal primo incontro». Lo dichiara Davide Bergamini, parlamentare di Forza Italia
Si è tenuto ieri in piazza a Ferrara, organizzato da Gioventù nazionale di Fratelli d’Italia, un flash mob di solidarietà alle Forze dell’Ordine. Presenti anche il deputato di Fratelli d'Italia Mauro Malaguti e l’assessora compagna di partito Chiara Scaramagli
Perché l'amministrazione ha sconfessato pubblicamente gli impegni presi durante il Consiglio comunale del 26 gennaio su riconoscimento dello 'stato di emergenza' al Grattacielo? È questo il senso del question time protocollato da Davide Nanni (Pd)
“Il nuovo decreto sicurezza dice di voler proteggere i cittadini, ma rimborsa le spese legali a chi li ha uccisi”. Inizia così Fabio Anselmo un post nel quale critica aspramente la nuova normativa voluta dal governo Meloni.
L’avvocato dice anche di essere consapevole che si tratta di “una frase dura, ma riassume bene il concetto contenuto nel decreto: l’articolo 22 prevede fino a 10.000 euro per ogni fase del processo penale agli agenti coinvolti in procedimenti giudiziari”. Questo anche “se condannati. Anche per reati colposi. Anche se hanno causato danni accertati”.
Se ciò fosse stato “in vigore in passato, avrebbe avuto effetti clamorosi”. “Se il caso Aldrovandi fosse accaduto oggi – precisa -, i poliziotti condannati per la sua morte avrebbero potuto accedere a rimborsi statali per le spese legali, anche con sentenza definitiva, anche dopo una condanna per danno erariale”.
“Per le famiglie delle vittime – lamenta invece Anselmo – il nulla più assoluto. Chi ha perso un figlio continua a dover pagare tutto da solo: processi, consulenze, perizie, anni di udienze”.
Ci sarebbe dunque “uno squilibrio evidente: chi fa parte dell’apparato viene protetto, chi cerca giustizia viene lasciato solo, a barcamenarsi tra i debiti fatti per poter vedere giustizia per la propria perdita”.
“Non è – afferma – una norma per la sicurezza, è una misura di parte. Un segnale preciso: chi sbaglia, se porta una divisa, ha comunque lo Stato dalla sua parte”.
“Uno Stato di diritto – conclude Anselmo – non può funzionare così. Se davvero si vuole tutelare la sicurezza, si parta dal rispetto per le vittime, non dal sollievo di chi ha commesso un abuso”.
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