Spettacoli
15 Aprile 2025
Venticinque appuntamenti tenutisi a Ravenna e Ferrara: protagonisti musicisti, attori, autori, cori e, soprattutto, i giovani. Ora si punta a portare anche a Bologna la prossima edizione

Bilancio positivo per “OndeSonore, Festival dell’Educazione all’ascolto”

di Redazione | 3 min

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“È vero che possiamo parlare lingue diverse; tuttavia, quando ci uniamo nella musica tutti comprendiamo un linguaggio comune. Questo è il momento propizio per perseguire tali obiettivi.” Patrizio Bianchi, già ministro all’Istruzione nel governo Draghi e titolare della Cattedra Unesco dell’Università di Ferrara, ha commentato così i risultati della seconda edizione di Onde Sonore, Festival dell’educazione all’ascolto di cui è tra gli ideatori.

In tre giorni, venerdì a Ravenna, sabato e domenica a Ferrara, sono stati venticinque gli appuntamenti che hanno coinvolto musicisti, attori, cori e diverse centinaia di spettatori, spesso giovani. La musica, ancora una volta, è stata capace di unire arti diverse, di fondersi con esse e di superare qualunque tipo di barriera perché il suo linguaggio è universale. Oltre alla qualità delle performance artistiche proposte, molto suggestivi anche i luoghi in cui si sono tenute le esibizioni. A Ravenna, ad esempio, a fare da quinta all’esibizione a cura del Conservatorio Giuseppe Verdi di Ravenna in collaborazione con la Civica Scuola di Musica di Comacchio, è stata la sala del ‘600 del Museo d’Arte della città, mentre nella città degli Este è stato possibile assistere ad alcuni spettacoli nella chiesa cinquecentesca di Santa Maria della Consolazione e nell’auditorium dell’ex Teatro Verdi, luoghi di rara bellezza che hanno contribuito a rendere unico l’ascolto.

“Questi giorni ci hanno nuovamente insegnato quanto sia fondamentale il processo educativo nell’apprendere a percepire le cose intorno a noi. L’idea centrale è quella dell’ascolto attivo – spiega Bianchi – attraverso laboratori creativi e momenti riflessivi culminati in concerti. Riteniamo opportuno continuare su questa linea strategica, focalizzandoci sulle scuole e sui giovani, ponendo particolare enfasi sul meraviglioso atto del suonare insieme. In tempi caratterizzati da grande confusione e incertezza come quelli attuali, è essenziale riscoprire i valori fondamentali della nostra società: comunità, uguaglianza e solidarietà, principi sanciti nella nostra Costituzione. I positivi riscontri ottenuti – ha annunciato Bianchi – ci fanno guardare con ottimismo alla prossima edizione per la quale puntiamo a coinvolgere anche la città di Bologna”.

La manifestazione è frutto di un lavoro corale ed è promossa da Assonanza, l’Associazione regionale delle scuole di musica, e dalla Cattedra Unesco Educazione, crescita e uguaglianza dell’Università di Ferrara, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, di Università e Comune di Ferrara, il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Banca del Monte di Bologna e Ravenna, la collaborazione del Dipartimento di Studi umanistici (Scienze della Formazione) dell’Università di Ferrara,  l’Accademia di Belle Arti di Catania,  la Società italiana di ricerca educativa e formativa ed Euresis-Laboratorio di epistemologia della formazione.

Il Festival si è avvalso della partecipazione di: Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, Armonico Ensemble, Associazione Musicisti di Ferrara, Associazione nazionale educatori professionali, Civica Scuola di Musica di Comacchio, Coro femminile dell’Accademia corale Vittore Veneziani, Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, Conservatorio Giuseppe Verdi di Ravenna, Edizioni Bibliotheka, Edizioni Oligo, Fondazione Scuola di musica Carlo e Guglielmo Andreoli, Museo d’Arte di Ravenna, Scuola Civica di Musica di Vigarano Mainarda, Theremin Srl libreria Libri & Vinili.

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