Ferrara in Jazz, Joe Sanders porta “Parallels” al Torrione
Sabato 28 marzo il quartetto con Seamus Blake, Plume e Greg Hutchinson per uno dei progetti più maturi del bassista americano
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Nuovo appuntamento con la rassegna Ferrara in Jazz 2025–2026, che venerdì 27 marzo alle 21.30 porta sul palco del Jazz Club Ferrara il progetto Morning; Evening della cantante sammarinese Sara Jane Ghiotti
La prima edizione di TIM Battiti Live Spring, che ha scelto quest'anno Ferrara, ha segnato il debutto del nuovo format primaverile di Mediaset, con Piazza Trento e Trieste trasformata in un gigantesco palcoscenico a cielo aperto per il quale il Comune non ha badato a spese
Un concerto unico: le Tre Sonate e tre Partite per violino solo di J.S. Bach, altresì detti Sei Solo interpretate da Alessandro Perpich al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, giovedì 26 marzo alle 17
Si terrà a Ferrara il 17 e 18 aprile la quinta edizione del Symeoni Festival, rassegna ideata e diretta da Luca Siano, dedicata all’arte del manifesto cinematografico e a Sandro Simeoni, cartellonista e pittore ferrarese noto a livello internazionale
L’ultimo appuntamento della rassegna Fe’ Antica si terrà oggi sabato 12 aprile alle 16.30 nella grande Sala della Pinacoteca a Palazzo Diamanti e avrà come protagonisti il Concentus Musicus Fe’ Antica del Conservatorio Frescobaldi composto da: Giovanni Scarpello e Sara Pozzato flauto traversiere, Daniela Nuzzoli e Roberta Scabbia violino, Achille Galassi viola, Perikli Pite violoncello, Alfredo Trebbi contrabbasso, Angelo Pastorini clavicembalo.
Il concerto dal titolo Barock Musik ovvero… Virtuosismo ed eleganza con musiche di J. S. Bach (Eisenach 1685 – Lipsia 1750) e G. Ph. Telemann (Magdeburgo 1681 – 1767) è dedicato a due compositori quasi contemporanei, la cui fama ha avuto opposti destini. Il primo, musicista poliedrico ed esuberante, godette di notevole fama tra i suoi contemporanei, ma la stessa iperattività e la particolarità di essere un compositore “alla moda” hanno in seguito ostacolato l’apprezzamento dei posteri. Il secondo, al contrario, ritenuto dai contemporanei conservatore e segnato da una vita solitaria votata al servizio di didatta e compositore, è stato riconosciuto in epoca moderna come genio assoluto. Il programma incornicia una composizione di Georg Philipp Telemann con due concerti per clavicembalo tra i più celebri di Johann Sebastian Bach.
È necessario sottolineare che il clavicembalo, nelle epoche precedenti a quella di questi due compositori, era stato relegato a strumento di continuo, affiancato alla sezione dei Bassi nel sostegno dell’armonia e non era mai stato considerato come strumento solista; questi concerti dunque, oltre ad essere affascinanti, rivestono un ruolo importantissimo nella storia della musica.
Il Concerto BWV 1052 in Re minore appartiene al periodo in cui Bach, direttore del Collegium Musicum a Lipsia, era attorniato dai figli (musicisti ed ottimi cembalisti) e probabilmente per loro trascrisse dei concerti originariamente per altri strumenti come il BWV 1052, destinato in prima stesura a violino ed orchestra. Lo stile italiano di questo, come di altri concerti, è evidente, e la parte solistica, di notevole difficoltà tecnica, richiede una grande abilità esecutiva. Il movimento lento è tanto denso di tensioni da ricordare le Passioni bachiane, mentre il terzo movimento si presenta, come d’abitudine in forma di danza vivace.
Cuore del programma è il Concerto in Re Maggiore per due flauti di Telemann che accoglie all’interno della formazione il traversiere, strumento prediletto dal Compositore. Anche se numericamente inferiore rispetto a quella vocale, la produzione strumentale del compositore abbraccia molte forme stilistiche ed una gran varietà di strumenti.
A chiusura di questo percorso possiamo ascoltare il celebre V Concerto Brandeburghese di Johann Sebastian Bach. I Six concerts avec plusieurs instruments, battezzati dal grande biografo del compositore Philipp Spitta “Concerti brandeburghesi”, sono giunti al pubblico solo grazie alla loro pubblicazione avvenuta 100 anni dopo la loro archiviazione presso la corte del Margravio di Brandeburgo al quale erano stati dedicati. Ognuno di questi Concerti presenta un organico particolare che si distingue dal classico concerto italiano per archi, in particolare il V prevede tre solisti: violino, flauto e clavicembalo accompagnati dagli archi. Questo Concerto porta una novità assoluta nel panorama della storia della musica, avendo una parte solistica preponderante affidata al clavicembalo, strumento che precedentemente non aveva mai avuto un ruolo solistico: la presenza di una sorprendente e lunghissima cadenza solistica affidata a questo strumento ha indotto molti a considerarlo come il primo germe del successivo concerto per pianoforte.
Per chi assiste solo al concerto ingresso ridotto alla Pinacoteca a 2 € da acquistare in biglietteria. Invece chi, prima del concerto, desidera visitare lo splendido patrimonio artistico custodito nelle sale della Pinacoteca, può acquistare il biglietto intero e unire così al concerto un’ irrinunciabile esperienza culturale.
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