Berco, ThyssenKrupp formerà una holding entro il 2028
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
È ancora forte la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Berco, anche a seguito dell'incontro di monitoraggio che si è svolto il 25 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata in stazione. L'uomo però era stato successivamente assolto con formula piena dal tribunale di Ferrara, dopo che le immagini di videosorveglianza avevano rivelato una dinamica dei fatti completamente ribaltata
Si è presentato sotto casa dell'ex moglie nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, finendo arrestato dopo aver opposto resistenza ai carabinieri intervenuti sul posto
Momenti di tensione nei giorni scorsi nell'area della stazione di Ferrara, dove un giovane nordafricano di 19 anni è stato fermato dalla Polizia Locale al termine di un inseguimento tra piazzale della Stazione e piazzale Castellina
Si infittisce il mistero sull’omicidio di Alessandro Coatti, il 35enne ferrarese ritrovato senza vita in Colombia, nella regione di Magdalena. Se da un lato le autorità giudiziarie locali mantengono uno stretto riserbo, dall’altro iniziano a circolare ipotesi sul possibile coinvolgimento di gruppi paramilitari.
“Chi ammazza in questo modo nella regione sono quelli del Clan del Golfo e le Autodefensas Conquistadores de la Sierra”, ha dichiarato al quotidiano colombiano El Tiempo Lerber Dimas, esperto di conflitti territoriali. A rafforzare questa pista anche le parole della specialista in diritti umani Norma Vera Salazar, secondo cui “esiste un chiaro schema ricorrente in questi crimini: corpi torturati, smembrati, infilati in sacchi della spazzatura o di caffè e abbandonati sulle strade rurali”. Una modalità che viene utilizzata “per inviare messaggi di allerta, incutere paura e marcare il territorio”.
Nonostante le caratteristiche dell’omicidio richiamino quelle delle esecuzioni paramilitari, alcune fonti vicine alle indagini hanno precisato che “non ci sono elementi che colleghino Coatti al traffico di droga o ad attività criminali organizzate”. Un dettaglio che rafforza l’ipotesi di un’esecuzione mirata solo a scopo intimidatorio.
A parlare a nome della famiglia è lo zio della vittima, Giovanni Coatti, che ha scelto di rompere il silenzio per raccontare la situazione:
“Ho letto di queste bande paramilitari che pare abbiano già compiuto 13 omicidi con queste modalità, smembrando i corpi. È un modo per intimorire e quando non trovano vittime ‘adeguate’, colpiscono anche i turisti. È un’ipotesi, ma chissà”, racconta con voce spezzata.
I genitori del ragazzo, nel frattempo, si sono chiusi nel silenzio. “Sono in contatto con le autorità colombiane – spiega Giovanni –. Ora aspettano solo che dalla Colombia venga spedito il corpo, poi ci saranno i funerali. Io sto parlando con la stampa, ho già ricevuto decine di telefonate da tutta Italia e anche dalla Colombia, da una ‘intermediaria’ che lavora in una radio e che ha promesso di tenermi aggiornato sulle novità”.
Un dramma ancora tutto da chiarire, che scuote la comunità e lascia aperti interrogativi angoscianti sul movente di una morte così atroce.
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