Contro il Mezzolara “una partita importante che giocheremo con serenità”
Le parole di Carmine Parlato alla vigilia della sfida al vertice tra Ars et Labor e Mezzolare che si giocherà domani al Mazza
Le parole di Carmine Parlato alla vigilia della sfida al vertice tra Ars et Labor e Mezzolare che si giocherà domani al Mazza
"Ma quale Nobel per la Pace" – hanno attaccato gli attivisti di Rete Pace da piazza Municipale – Donald Trump, con l’attacco congiunto a Israele in Iran “è il responsabile della morte di oltre 150 bambini”
Associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni e detenzione e porto abusivo di armi. Sono i reati per i quali un 46enne originario della Campania, domiciliato nel Ferrarese, è stato arrestato
Oltre 55 grammi di hashish sono stati sequestrati mercoledì pomeriggio nei pressi di piazza Toti, nel quartiere Giardino a Ferrara, al termine di un intervento avviato grazie alla segnalazione di un cittadino
L’avvocato Alessandro Misiani sarà il nuovo amministratore unico dell’Asp – Centro Servizi alla Persona. L'avvocato è stato nominato dall'assemblea dei soci composta da sindaci e assessori di Ferrara, Voghiera e Masi Torello
Quattro anni e quattro mesi. Sono quelli che il gup del tribunale di Ferrara ha inflitto ieri (mercoledì 9 aprile) con rito abbreviato a un 32enne di nazionalità pakistana, finito alla sbarra con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati e violenza sessuale nei confronti della propria moglie, una connazionale di 24 anni, sposata con un matrimonio combinato.
Un inferno fatto di botte e abusi, quello a cui l’uomo l’aveva costretta, che la giovane vittima – lo ricordiamo – riuscì a far emergere incrociando il proprio sguardo con quello di una donna che – qualche anno prima – era stata costretta a vivere lo stesso identico incubo e che – come lei – stava attendendo il proprio turno nella sala d’aspetto del pronto soccorso.
I fatti finiti al centro dell’inchiesta – per cui la pm Barbara Cavallo aveva chiesto una condanna a quattro anni e due mesi per l’imputato – erano avvenuti tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 in un paese della provincia di Ferrara, quando la giovane – assistita dall’avvocato Sara Bruno – era incinta.
In quel periodo, secondo l’accusa, oltre a insultarla, l’uomo le aveva impedito di avere una vita sociale. L’aveva infatti prima privata del telefono cellulare, negandole di comunicare liberamente con altre persone, e poi le aveva anche vietato di frequentare una scuola di lingua italiana e una di guida per prendere la patente. Inoltre l’aveva strattonata in più occasioni, picchiandola e trascinandola giù per le scale, nascondendo infine un cellulare in modalità registrazione nella camera da letto, in modo da avere sotto controllo i contenuti di quelle poche conversazioni che aveva col telefonino.
Al 32enne la Procura di Ferrara contestava successivamente anche l’aver costretto la donna a subire una serie di rapporti sessuali anche quando lei non voleva. In quegli istanti tremendi, l’aveva denudata con la forza, le aveva messo le mani sulla bocca e successivamente l’aveva tenuta ferma, impedendo così che la giovane – che in quei momenti provava dolore e piangeva – si divincolasse nel tentativo di spingere via l’uomo e di fuggire da quel vortice di abusi e violenze da cui ormai era diventato impossibile scappare.
Se non fosse che un giorno, accompagnata dal marito e dai famigliari di lui al pronto soccorso per un problema, mentre aspettava il proprio turno – come si raccontava inizialmente – la giovane chiese aiuto a una donna che aveva vissuto la sua stessa situazione. La giovane si fece capire al volo, senza proferire parola. Prima con gli occhi, poi – non conoscendo l’italiano – digitando una richiesta di aiuto sul telefono con Google Translate che mostrò, senza farsi vedere dai suoi accompagnatori.
La sua interlocutrice – con un gesto alimentato da una forte solidarietà femminile – allertò così le autorità facendo partire le indagini degli uomini della Polizia di Stato a carico dell’uomo, che ieri – dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Ferrara – è stato condannato in primo grado.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com