di Elena Coatti
Roma. Ben diciassette pullman – di cui due da Ferrara – sono partiti da tutta l’Emilia-Romagna all’alba di sabato 5 aprile verso la manifestazione lanciata dal Movimento 5 Stelle contro la guerra e il piano di riarmo a Roma.
Ampia la partecipazione dei pentastellati ferraresi, tra cui la consigliera comunale Marzia Marchi, che hanno accolto con entusiasmo anche esponenti di altri partiti, come Rifondazione Comunista, e semplici cittadini non iscritti al partito.
“Una giornata lunga e faticosa che ha portato per le strade anche chi non avrebbe più l’età per stare un giorno intero in piedi – scrive Marchi, traendo le somme della giornata di sabato – ma ha ancora memoria di cosa significa la guerra, di cosa ha prodotto la strategia bellicista del fascismo, che oggi riverbera la sua influenza nel nostro Paese e sull’intera Europa”.
Consapevole di quello che si è costruito dopo la Seconda guerra mondiale, con l’articolo della Costituzione, la consigliera Marchi ritiene “patetico cambiare il nome al piano di Rearm Europe e parlare genericamente di ‘difesa’ se a questa non viene associato l’aggettivo ‘non armata’”. E continua: “Investire soldi nelle armi, che sia fatto singolarmente dagli Stati o nell’improbabile maniera collettiva europea significa investire in una economia di guerra, dove il lavoro sarà dato solo dalle industrie belliche, e loro complementari, a discapito degli investimenti negli altri settori che sviluppano la società in modo complesso e in pericolo dal punto di vista ambientale”.
“Prevedere di convertire l’economia in senso bellicista significa che il futuro dei giovani sarà condizionato dalle necessità che si predispongono a diventare soldati, affinché quelle armi da 800 miliardi di euro siano messe nelle mani di qualcuno che sappia usarle” afferma Marchi.
“Sono orgogliosa che il Movimento 5 Stelle sia stato l’artefice di una mobilitazione collettiva che ha richiamato in piazza il popolo della pace, che non riusciva a farlo dai tempi dell’Arena di Verona nel 25 aprile 2014 – prosegue la consigliera comunale -. Ma questo è solo il primo passo di un lungo impegno che ci deve vedere uniti dentro e fuori il mondo istituzionale per scongiurare la follia della guerra, una parola troppo sdoganata nel linguaggio comune di cui intere generazioni non si rendono conto di cosa significhi davvero”.
“Ecco perché c’erano tante teste grigie sui nostri due pullman partiti da Ferrara e in piazza: dobbiamo lasciare la memoria della necessità del ripudio della guerra e attivarci affinché la diplomazia diventi ‘arma’ di pace, per far scomparire la parola ‘guerra’ dal vocabolario anche quando riferita all’economia. ‘È la piaga dei tempi quando dei pazzi guidano i ciechi’ scriveva Shakespeare nel Re Lear. Noi siamo in questa precisa situazione che lo storico Angelo D’Orsi tuona dal palco: ‘Chi ci governa è un pazzo che guida persone che finora sono state cieche’, ma alla piazza di Roma, il popolo della pace ha aperto gli occhi“, conclude Marchi.
La Capitale ha visto così una delle manifestazioni più grandi ed eterogenee degli ultimi anni. Le immagini e video raccolti non mentono: in centomila hanno attraversato la città da piazza Vittorio Emanuele II ai Fori Imperiali, dove dal palco la folla arrivava fino al Colosseo. Tra bandiere della pace, palestinesi, ucraine e striscioni contro il governo, persone di qualunque età e dialetti di ogni dove.
La pluralità degli spezzoni ha giocato un ruolo fondamentale, grazie anche a chi, sebbene criticato aspramente negli ultimi giorni, ha sfruttato la propria celebrità per dire basta alle armi e sì al futuro dei giovani. È forse il caso di riconoscere alla nota influencer Rita De Crescenzo la capacità di aver raggiunto e portato in piazza una fetta di popolazione altrimenti impenetrabile dal linguaggio della politica, dando vita così a un vero corteo di massa.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com