Presentato a Torino, presso Edit Porto Urbano, il progetto PoSalvaMare, iniziativa promossa dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (Adbpo) per contrastare l’inquinamento da plastica nei corsi d’acqua e ridurre l’impatto dei rifiuti sul Mar Adriatico.
Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), si inserisce nell’ambito della EU Mission “Restore our Ocean e Waters by 2030” e prende forma in un’azione condivisa tra enti pubblici, università, associazioni e comunità locali.
Secondo l’Unep, circa l’80% dei rifiuti marini proviene da fonti terrestri, trasportati in gran parte proprio dai fiumi. Da qui l’urgenza di interventi mirati lungo il bacino del Po, anche alla luce dei cambiamenti climatici che aggravano la qualità delle acque e mettono a rischio habitat naturali, biodiversità e coltivazioni agricole.
Tre linee d’azione per salvare il Po (e il mare)
Il progetto PoSalvaMare si articola su tre direttrici principali:
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Interventi strutturali, con l’uso di tecnologie avanzate come smart camera, dati satellitari e barriere galleggianti per il monitoraggio e il contenimento della plastica nei punti critici del bacino, da Torino al delta del Po.
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Campagne di raccolta e gestione dei rifiuti, in collaborazione con le associazioni Plastic Free e Legambiente, che da anni operano sul territorio per liberare fiumi e sponde dalla plastica e promuovere buone pratiche di gestione.
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Comunicazione ed educazione ambientale, con attività informative rivolte a cittadini e scuole, tra cui una piattaforma didattica online e materiali divulgativi realizzati da Achab Srl.
Coinvolgimento di territori e cittadini
Tra le aree interessate figurano diversi comuni in Piemonte, Lombardia Emilia-Romagna e Veneto. Partner del progetto sono anche il
Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, il Consorzio Est Ticino Villoresi (che installerà barriere nei canali a Garbagnate Milanese e Paderno Dugnano), Aipo e Infrastrutture Venete.
Fondamentale anche il sostegno delle riserve Mab Unesco lungo il Po, oggi rappresentate da Collina Po e Po Grande, me il coinvolgimento diretto della cittadinanza attraverso pratiche di Citizen Science e iniziative di sensibilizzazione previste dalla Legge Salvamare.
Le voci del progetto
“PoSalvaMare è un’opportunità per agire in maniera concreta e coordinata sul problema del river litter”, ha dichiarato Fernanda Moroni (Adbpo). Per Luca De Gaetano di Plastic Free, “difendere il Po significa proteggere tutto il territorio e il mare in cui sfocia”. Giorgio Zampetti (Legambiente) ha ricordato che uno studio recente ha rilevato oltre 15mila rifiuti su 16 fiumi italiani, con una media di 457 oggetti ogni 100 metri di sponda. Valeria Chinaglia, del Consorzio ETVilloresi, ha sottolineato l’importanza di ridurre i rifiuti anche nei canali irrigui, a beneficio dell’agricoltura e della sicurezza idraulica.
PoSalvaMare si candida così a diventare un modello replicabile per la tutela delle acque interne italiane, puntando su prevenzione, collaborazione e responsabilità condivisa.
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