di Agnese De Michele*
Il recente temporaneo ritiro da parte dell’azienda BMET18, della richiesta di costruire un nuovo impianto in via Catena a Fondo Reno rappresenta soltanto una flebile speranza per i cittadini di Vigarano Mainarda. L’azienda infatti potrebbe in futuro ripresentare la sua istanza e pertanto non si può e non si deve abbassare la guardia, si dovrà continuare a monitorare la situazione e ad intervenire con fermezza presentando ad ARPAE le opportune osservazioni affinché l’eventuale favorevole accoglimento delle istanze avvenga nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia, tutelando così la salute e il benessere dei cittadini. Questo è quanto verosimilmente è accaduto nella valutazione dell’istanza presentata dalla BMET18 che, sollecitata dalle numerose osservazioni presentate dai vari enti preposti, unitamente a quelle presentate da gruppi ambientalisti, come il Gruppo Tutela Ambientale di Vigarano, non è stata in grado di fornire le necessarie integrazioni documentali e ha così deciso di ritirare l’istanza.
Tuttavia, la crescente richiesta di insediamenti nel nostro territorio di aziende di tale tipologia, unitamente alle numerose segnalazioni di malessere da parte dei cittadini per le conseguenze derivanti dalle attività di quella tipologia di impianti, mi ha fatto capire che era necessario fare di più, era arrivato il momento di rivolgere lo sguardo più in alto e così nel corso della recente campagna elettorale, ho chiesto e ottenuto un incontro con il presidente de Pascale al fine di esaminare l’insieme delle problematiche legate agli impianti di biometano sul territorio ferrarese. Allo stesso scopo ho successivamente chiesto d ottenuto un incontro telematico con i funzionari regionali; i successivi incontri con il Gruppo Tutela Ambientale (GTA) di Vigarano Mainarda, con il Coordinamento provinciale biogas/biometano e con alcuni cittadini desiderosi di fornire il proprio contributo, si sono poi rivelati di fondamentale importanza poiché mi hanno consentito di approfondire le mie conoscenze in materia, aiutandomi nella valutazione della corposa documentazione acquisita attraverso una richiesta di accesso agli atti.
Dopo aver doverosamente informato ARPAE, la Regione e i consiglieri comunali delle reiterate inosservanze, da parte di Ca’ Bianchina, dei limiti quantitativi di sottoprodotti autorizzati in ingresso rispetto a quelli previsti dall’AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) dal 2013 al 2020, con spirito di fattiva e leale collaborazione, oltre a partecipare alle osservazioni per la richiesta della BMET18 e presentare osservazioni per la richiesta di riconversione da biogas a biometano di Ca’ Bianchina, ho provveduto a sottoporre all’attenzione della Regione e di ARPAE alcuni elementi di riflessione che suggeriscono l’opportunità di introdurre alcune modifiche alle attuali normative, al fine di uniformarle a quelle in vigore per il recupero della frazione organica dei rifiuti solidi urbani che sono decisamente più stringenti. A sostegno della mia proposta c’è una sentenza del Consiglio di Stato del 28 dicembre del 2022 che stabilisce che la pollina, spesso utilizzata come effluente zootecnico negli impianti per la produzione di biogas/biometano, può essere classificata come “sottoprodotto” (e non come “rifiuto”) soltanto a condizione che venga utilizzata nel medesimo ciclo produttivo della stessa azienda.
Implicitamente questo significa che nella valutazione delle istanze per la concessione di AUA per le attività di impianti biogas/biometano che utilizzano la pollina proveniente da aziende avicole distanti decine (e in alcuni casi a centinaia) di chilometri dalla sede dell’impianto stesso, come per l’appunto è il caso di Ca’ Bianchina, la pollina assume la classifica di “rifiuto” e pertanto ARPAE, nella procedura di relativa alla sua istanza dovrebbe valutare l’applicazione della più stringente normativa prevista per il recupero della Forsu che, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, prevede che gli impianti siano raggiungibili direttamente almeno da una strada che abbia una carreggiata unica larga almeno 7,50 metri, formata da due corsie fiancheggiata da due banchine di m. 1,50 ciascuna, il che implica la necessaria modifica dell’accordo recentemente sottoscritto tra l’amministrazione comunale e Ca’ Bianchina per una profonda revisione del progetto di manutenzione stradale della via Frattina al fine di adeguarne le caratteristiche a quelle previste dalle vigenti normative.
L’auspicio è che la proposta di modifica a livello regionale della vigente normativa venga favorevolmente e rapidamente valutata, al fine di limitare i significativi impatti ambientali che la concentrazione di tali impianti sul territorio comporta, una misura che consentirebbe di limitare nauseabonde e climalteranti emissioni odorigene, il pesante inquinamento da gas di scarico delle migliaia di mezzi pesanti necessari a movimentare le biomasse ed il concreto rischio di dispersione sui terreni di ammendanti contaminati e patogeni derivanti dal refluo zootecnico in ingresso.
*capogruppo Costruiamo il Futuro Con Te – Vigarano Mainarda
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