Politica
29 Marzo 2025
Intervento in parlamento della deputata dem soddisfatta dall'impegno "del governo a una iniziativa verso la proprietà per un esito positivo della vertenza"

Romeo (Pd): “Pretendiamo di vedere i vertici Berco”

di Redazione | 3 min

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“Impegno del Governo a una iniziativa verso la proprietà per un esito positivo della vertenza Berco”. I sindacati da tempo spingono per discutere con la proprietà e ieri, dopo un’interpellanza promossa da Nadia Romeo (Pd) assieme ai colleghi Andrea De Maria e Federico Fornaro, il governo ha sostenuto che tornerà a spingere per vedere i vertici di ThyssenKrupp.

“Da parte nostra – dicono Romeo e De Maria – abbiamo sottolineato la criticità della situazione in essere, per i posti di lavoro a rischio e per la messa in discussione di un presidio di grandissimo valore per il Paese, e ribadito il nostro sostegno alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori. Serve davvero ora un impegno corale di tutte le istituzioni. Continueremo a seguire gli sviluppi della vertenza e ci riserviamo di assumere ulteriori iniziative parlamentari”.

L’interpellanza era iniziata con Romeo che ha sottolineato come “licenziare unilateralmente 247 persone, condannandole a un futuro di incertezza e di difficile ricollocazione è quanto sta avvenendo da parte della proprietà della Berco”. La deputata ha sottolineato come i vertici di ThyssenKrupp non abbiano partecipato agli incontri e ricordato che non si tratta della prima crisi per l’azienda.

“Mai, però, – ha detto – nel recente passato, si era arrivati a una simile, totale, mancanza di risposte e di disponibilità al dialogo. Condannando i dipendenti a scegliere tra una ‘buonuscita’ nell’ordine dei 50mila euro, poco, pochissimo, per persone in grandissima maggioranza tra i 45 e i 55 anni, con speranze di ricollocazione pari, di fatto, a zero, e il licenziamento collettivo”.

Ricorda il piano quadriennale annunciato a gennaio “con investimenti tra i 50-60 milioni di euro per nuovi impianti, tecnologie e digitalizzazione. Piano che, tuttavia, è risultato sin da subito fumoso, in particolare su quali sarebbero stati i futuri assetti occupazionali”.

“Lo spettro della logica degli investimenti pagati con il taglio dei posti di lavoro non ha tardato a materializzarsi: la mobilità volontaria incentivata nelle previsioni dell’azienda puntava al raggiungimento della quota di 400 uscite su 1350 dipendenti. Solo 152 hanno aderito”.

“A fronte di una vera e propria ‘bomba’ sociale e occupazione – ha detto -, i vertici aziendali hanno ignorato il tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e hanno interrotto le interlocuzioni con il ministro Urso”.

Romeo ha ricordato la procedura unilaterale per il licenziamento di 247 persone e che “il 25 marzo scorso la richiesta, fortemente voluta dal Pd, che la proprietà venisse convocata al tavolo è stata sostenuta da tutte le organizzazioni sindacali, dalle istituzioni locali e regionali. La proposta è stata accolta dal Ministero. Ma Thyssen non si è mai presentata”.

Al Governo chiede “di approntare un’adeguata strategia di contrasto a questo gravissimo scenario, che pare concretizzarsi ogni giorno di più, con un intervento urgente”.

“Dobbiamo evitare – aggiunge – che la crisi diventi un precedente con ripercussioni gravissime sulle relazioni industriali, sul tessuto socio-economico locale, sul concetto stesso di lavoro dipendente nel nostro Paese.

E per questo “occorre richiamare al tavolo la Berco e la capogruppo Thyssenkrupp per riprendere un confronto che individui una strategia di prospettiva”.

“È tempo – ha concluso Romeo – che anche il ministro Urso entri con autorevolezza e convinzione in campo. Che chieda alla proprietà ThyssenKrupp di fare un passo indietro rispetto ai licenziamenti. Che dia un segnale forte: il Governo tutela i lavoratori italiani, tutela la loro dignità e il loro futuro, non tollera mancanze di rispetto di questa portata. E’ tempo che questo Governo, che ha fatto della forza, dell’autorevolezza, della tutela dell’Italia e degli Italiani, dia mostra che alle parole possono seguire i fatti. Noi – come Pd, e come Italiani – vogliamo vedere i vertici di questa multinazionale a un tavolo, seduti, a dialogare e spiegare. Non a imporre. Lo pretendiamo”.

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