Prosegue l’esperienza di collaborazione tra le classi di Musica d’insieme e da camera del Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara e del Conservatorio Francesco Venezze di Rovigo, rafforzata sia dalla convenzione intercorsa tra le due istituzioni, sia dai legami sostanziali creatisi tra i loro docenti e studenti. Tredici concerti, di cui sette programmati nell’Auditorium Marco Tamburini a Rovigo nell’ambito della rassegna “I Concerti di Primavera di Kammermusik” e sei a Ferrara sotto il nome di “Ferrara Cameristica”, che presentano un ampio ventaglio di offerta musicale dall’epopea barocca alle contaminazioni tra repertori colti e popolari del XX secolo passando attraverso le grandi stagioni della musica da camera del XVIII e del XIX secolo.
Il prossimo appuntamento è per oggi martedì 25 marzo alle 17 al Ridotto del Teatro Comunale, con un concerto dal titolo “Forme Cameristiche del ‘900”. Tre autori e tre composizioni tra loro assai diverse, ma tutte rappresentative del fermento innovativo che ha animato il Novecento musicale, si susseguono in questo programma che si apre con un’opera scritta proprio all’inizio del secolo dal compositore polacco Moritz Moszkowski, la Suite op. 71 per due violini e pianoforte, un’opera spettacolare e brillante ricca di passaggi virtuosistici. Segue la Sonata per flauto e pianoforte del compositore ceco Bohuslav Martinů, scritta nel 1945 quando Martinů aveva appena lasciato l’Europa per gli Stati Uniti per sottrarsi agli eventi bellici. Il titolo originale di quest’opera, First Sonata for flute and piano, lascia intendere che avesse in mente un’altra composizione per lo stesso organico, che però non fu mai realizzata. La complessità tecnica di questa Sonata e la sua ricchezza espressiva le hanno assicurato un posto di rilievo nel ricchissimo repertorio flautistico del Novecento.
Conclude il programma l’Elegia per violoncello e pianoforte, composta nel 1923 da Giorgio Federico Ghedini. Direttore del Conservatorio di Milano per molti anni, Ghedini ha occupato un posto importante nel panorama musicale italiano del Novecento. La sua musica, molto eseguita quand’era in vita, ha conosciuto dopo la sua morte negli anni Sessanta un relativo oblio, dal quale solo ora sta riemergendo.
Interpreti del concerto sono: Isabella Lozzi flauto, Ilaria Scopigno e Francesca Biondi violino, Kiara Killianska violoncello, Valerio Cacciari, Zhenbo Ye e Marina Miani pianoforte
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