Cronaca
23 Marzo 2025
Tre gli imprenditori coinvolti ma per uno è stato chiesto il non luogo a procedere a causa del sopraggiunto decesso

“Strade al veleno”. Chiesti due anni per ogni imputato

di Redazione | 1 min

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Dopo sei anni che l’inchiesta “Strade al Veleno” si protrae sono arrivate le richieste del pubblico ministero della dda Giovanni Zorzi per due dei tre imprenditori imputati, per il terzo è stato chiesto il non luogo a procedere per sopravvenuto decesso. Avrebbero usato, nella realizzazione di strade bianche, un conglomerato con un basso dosaggio di cemento e una quantità oltre limite di leggi di rifiuti.

Nel processo, che si sta svolgendo a Verona e in cui si sono costituti parte civile molti comuni della provincia ferrarese, sono stati chiesti due anni (con pena sospesa) per ciascun imprenditore e la confisca di beni per un importo pari a 6 milioni di euro. Bondeno, Vigarano Mainarda, Copparo, Codigoro e Poggio Renatico sono rappresentati dall’avvocato Denis Lovison, Ferrara e Argenta dall’avvocato Riccardo Caniato, Comacchio e Mesola dall’avvocato Sebastiano de Feudis.

Secondo la procura il conglomerato Concrete green veniva venduto come ecologico e certificato a un prezzo concorrenziale. Non veniva però sottoposto a decontaminazione e quindi presentava sostanze pericolose oltre il limite. Queste sostanze sarebbero state conferite in oltre settanta cantieri dove pare siano stati impiegate complessivamente più di 308mila tonnellate di materiale nel triennio 2014-2016.

Il 9 luglio toccherà alle arringhe difensive e il giudice monocratico del Tribunale di Verona dovrebbe anche emettere la sentenza.

 

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