Politica
21 Marzo 2025
La direttrice generale Natalini: “Rassicuro l’assessora Colletti che l’approccio collaborativo sarà la modalità di lavoro delle due aziende”

Commissione sanità. Confronto su liste d’attesa e accessi al Ps

di Redazione | 4 min

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Atteggiamento collaborativo tra istituzioni e sanità al lavoro per i cittadini. Questi i temi principali che sono stati affrontati dalla quarta commissione consiliare, riunitasi ieri (20 marzo) per un informativa in merito ai servizi sanitari. Presente a questo proposito la neo dirigente generale Ausl Nicoletta Natalini e l’assessora alle politiche sociosanitarie Cristina Coletti, le quali hanno ribadito la vicendevole volontà di collaborazione: “Rassicuro l’assessora Colletti che l’approccio collaborativo sarà la modalità di lavoro delle due aziende” sono le parole di Natalini.

Dall’altra parte l’assessora Coletti ha aperto la commissione auspicando “una proficua collaborazione” e manifestando l’obiettivo di “portare avanti alcuni progetti strategici per l’amministrazione che hanno già portato a raggiungere risultati importanti già nello scorso mandato del Sindaco Fabbri. Vigileremo sull’attività delle aziende sanitarie per mantenere un servizio efficiente e di qualità, che dia risposte sul territorio”.

Diversi i punti caldi della commissione, tra cui spicca quello delle liste d’attesa. Il problema dell’aumento delle tempistiche per ricevere una prestazione medica, secondo Natalini, deriverebbe da un cambiamento nell’approccio all’ambito sanitario, in particolare da un’inappropriatezza degli accessi: “Abbiamo lavorato e lavoriamo sul volume della domanda dove c’è squilibrio costante tra domanda e offerta” ha dichiarato la dirgente generale, che ha poi aggiunto “Lo squilibrio nasce non da un servizio sanitario che produce meno, ma da un cambiamento di cosa è salute. Oggi c’è un approccio diverso dei cittadini in questo senso ed è quello di fruire dei servizi come semplice controllo: fare prestazioni a un cittadino sano e senza esigenza di screening è quello che definiamo un consumismo sanitario”.

Importante per Natalini anche la questione dell’uso delle risorse, spesso criticato all’azienda sanitaria: “Tutto quello che viene finanziato viene speso per la salute dei cittadini – ha dichiarato la dirigente generale -. L’azienda non vuole risparmiare, tutti i denari vengono spesi per i cittadini. Negli ultimi anni il bilancio delle aziende sanitarie è in passivo, quindi è stato speso di più per dare più servizi ai cittadini”.

Per quanto riguarda i servizi sanitari, un altro tema caldo è quello degli accessi al pronto soccorso, iperutilizzati in tutta Italia secondo la dirigente generale: “Una delle tematiche che emerge è il lungo tempo di attesa nel pronto soccorso di Cona. Se ci confrontiamo con altri ospedali con più di 45mila accessi, però, Ferrara ha il 76,87% di pazienti che esce entro 6 ore da quando è arrivato in pronto soccorso” ha dichiarato Natalini, che ha poi aggiunto: “Non siamo soddisfatti, ma siamo già i migliori sul piano regionale”.

“Il percorso di accesso emergenza-urgenza è molto attenzionato ma non riguarda solo il pronto soccorso: dobbiamo lavorare sulla rete dei trasporti, sulla diffusione dei defibrillatori e, dal punto di vista dell’Ausl, evitare gli accessi inappropriati al pronto soccorso tramite reindizzamento dei pazienti non urgenti verso altre utenze” sono le parole della dirigente generale.
Per questo arriva la lode ai Cau, che, oltre a diminuire il carico di pazienti nel pronto soccorso, sono risultati particolarmente graditi dalla popolazione, come è anche dimostrato dai numeri: a cittadella san rocco si registrano il maggior numero di accessi – 20mila nel 2024 – dimostrando così di essere un punto di riferimento per i cittadini.

Un altra tematica portata avanti da Natalini con forza è quella dell’unione delle due aziende sanitarie. In questo senso, la direttrice generale ha comunicato di aver già proceduto alla nomina di un unico direttore sanitario e di un direttore amministrativo. Sull’argomento si è sollevata una discussione tra i consiglieri Francesco Rendine (Civica Fabbri) e Massimo Buriani (Pd).
“Un ospedale centrale 20 anni fa c’era e funzionava e si diceva, in questa città, di sfruttare l’ospedale centrale. Ma i suoi predecessori dicevano che fare un ospedale centrale non era possibile” ha dichiarato Rendine, che ha poi puntato il dito: “Io credo che ci siano delle responsabilità politiche, nate prima che la Bindi facesse i suoi decreti”.

“Quello che volevo ricordare al consigliere Rendine – è stata la risposta di Buriani – è che l’unificazione delle aziende ospedaliera e sanitaria era nel programma del Partito democratico di 15 anni fa, cui ho partecipato alla stesura”.

In seguito, Natalini ha esposto i dati sulle prestazioni: “Nell’anno 2024 abbiamo eseguito 994.185 prestazioni. Ogni cittadino, quindi, ha fatto in media 3 prestazioni, con un incremento del 5,7% dal 2023 al 2024”.

In conclusione è stato analizzato il tema della robotica, definita una nuova tecnologia a tratti costosa ma che sortisce esiti di salute migliori, come hanno confermato i diversi dottori presenti alla commissione. Dall’urologia, alla chirurgia mini invasiva dell’apparato dirigente, alla ginecologia fino alla cura delle patologie della parete addominale, la nuova tecnica ha permesso non solo un miglioramento delle prestazioni, ma anche un maggior richiamo di pazienti, che prima si spostavano in altre strutture per farsi operare con la tecnica ora impiegata.

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