Cronaca
21 Marzo 2025
Durante la scorsa udienza aveva parlato di una cospirazione nei suoi confronti. Ieri (20 marzo) il collegio lo ha condannato a tre anni e sei mesi per maltrattamenti in famiglia

Pugni e calci all’ex. Per il tribunale non fu “un complotto”

di Davide Soattin | 2 min

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Durante la scorsa udienza aveva definito un “complotto” quello che gli veniva contestato nelle carte processuali, ma alla fine – ieri (giovedì 20 marzo) pomeriggio – il collegio del tribunale di Ferrara (presidente Piera Tassoni con a latere i giudici Marco Peraro e Rosalba Cornacchia) lo ha condannato a tre anni e sei mesi.

Protagonista della vicenda è un uomo di 29 anni, finito a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti di una donna di 36 anni di nazionalità rumena a cui l’imputato era stato legato da una relazione sentimentale e di convivenza da gennaio a luglio 2023.

A lui, la Procura di Ferrara contestava una serie di episodi avvenuti sia durante la relazione che dopo, quando i due decisero di lasciarsi e di percorrere strade diverse. Si parlava di calci e di pugni sferrati alla donna, bersagliata anche con lancio di oggetti che la ferirono.

Tra le accuse anche il danneggiamento e la distruzione di beni e suppellettili di casa della vittima, come quando – in una circostanza – aveva sfondato la porta dell’abitazione, a cui poi si aggiungono anche le minacce e le offese continue nei confronti della 36enne.

In particolare, quando la donna gli aveva manifestato la volontà di interrompere la seconda gravidanza, l’imputato l’aveva minacciata di portarle via il primogenito, arrivando a terrorizzarla e a colpevolizzarla, costringendola a vivere in uno stato di totale asservimento all’interno di una vicenda su cui ieri il tribunale ha messo la parola fine, almeno in primo grado.

Al termine dell’udienza, l’uomo è stato messo agli arresti domiciliari, mentre le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

 

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