Salute
13 Marzo 2025
La Penumologia Territoriale impegnata nel monitoraggio da remoto per favorire la prossimità delle cure

La telemedicina in aiuto dei pazienti in cura con ossigenoterapia

di Redazione | 4 min

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La telemedicina come strumento innovativo per affrontare le nuove sfide legate all’assistenza ai pazienti, sfruttando le opportunità offerte delle tecnologie emergenti. Così anche le Aziende Sanitarie ferraresi, a partire dal 2021, attraverso il progetto “Azienda digitale”, hanno introdotto questo nuovo approccio alla salute.

L’invecchiamento generale della popolazione associato ad un progressivo allungamento delle aspettative di vita ha portato negli ultimi decenni ad un significativo aumento di prevalenza di patologie croniche soprattutto respiratorie, cardiovascolari e metaboliche. Ne consegue quindi una crescente domanda di assistenza sanitaria per queste problematiche sanitarie e la necessità (come indicato nel decreto ministeriale 77 del 2022) di una riforma del sistema sanitario nazionale in grado di allocare adeguate risorse nonché percorsi innovativi dedicati, in grado di affrontare bisogni di cura più complessi e duraturi.

In quest’ottica l’Unità Operativa di Pneumologia Territoriale istituita nel febbraio 2023 e diretta dal professor Marco Contoli, ha tra i suoi obiettivi quello della presa in carico dei pazienti con patologie respiratorie croniche attraverso prossimità di cure col cittadino e capillarità dell’assistenza sui presidi del territorio anche attraverso strumenti di telemedicina.

“La nostra unità operativa di pneumologia territoriale ha cercato sin dalla sua istituzione di riorganizzare l’offerta ambulatoriale sul territorio ferrarese per cercare di garantire una adeguata presenza su tutti i distretti sanitari”, mette in evidenza il professor Contoli. “Oltre alla riorganizzazione dell’attività ambulatoriale abbiamo cercato di avviare percorsi di valutazione clinica dei pazienti attraverso anche strumenti di telemedicina”. Per questi ultimi è stata data priorità a una tipologia di pazienti fragili e complessi ovvero pazienti con insufficienza respiratoria cronica che assumono a domicilio ossigenoterapia a lungo termine. Riteniamo che la persona con insufficienza respiratoria cronica rappresenti un paziente ideale per programmi di telemonitoraggio a distanza – continua il professor Contoli – in quanto ad oggi manca un percorso di follow up specifico per tali pazienti ed “andare a domicilio” con strumenti di telemedicina consente al paziente stesso di non doversi spostare per recarsi presso la struttura sanitaria”. L’obiettivo, oltre alla presa in carico, è monitorare l’appropriatezza prescrittiva dell’ossigenoterapia e l’eventuale necessità di un intervento sanitario precoce che possa prevenire un’ospedalizzazione.

COME FUNZIONA IL TELEMONITORAGGIO. In quest’ottica è nato il primo programma di monitoraggio in remoto dei pazienti in ossigenoterapia a lungo termine. Il programma è frutto di una proficua collaborazione tra pneumologia territoriale e attività degli infermieri di famiglia e comunità (Ifec) che afferiscono alla Direzione Assistenziale. Sono circa 700 i pazienti, su tutta la provincia di Ferrara, che assumono cronicamente ossigenoterapia. I medici della pneumologia territoriale, sulla base di determinati parametri, identificano i pazienti da sottoporre al monitoraggio. Dopo aver avvisato e informato i pazienti, il medico attiva l’Ifec che si reca al domicilio per le valutazioni del caso e per attivare il telemonitoraggio. Questa procedura consiste nella registrazione “in continuo”, per almeno 24 ore, della saturimetria ovvero della quantità di ossigeno nel sangue che viene effettuata mediante un dispositivo simile a un orologio. L’Ifec si reca poi nuovamente a domicilio per la valutazione del paziente e invia i dati su piattaforme telematiche dedicate che possono poi essere visionati e refertati in remoto dal medico specialista. In questo modo si possono controllare a distanza i pazienti senza che questi si rechino fisicamente negli ambulatori e avere informazioni riguardo all’eventuale necessità di variazione della terapia. Questo progetto è già operativo nel Distretto Centro-Nord (quindi sul comune di Ferrara e in particolar modo sul quello di Copparo) e, in queste settimane, è in essere anche la formazione del personale Ifec, per ampliare la copertura su tutti i distretti sanitari nei quali saremo attivi nei prossimi mesi”.

“È un percorso molto articolato – prosegue il direttore della Pneumologia Territoriale – che ha richiesto tempo per la sua realizzazione e che richiede, oltre a competenze sanitarie, anche accortezze in ambito di privacy, strumentazione sanitaria dedicata, supporto informatico/tecnologico nonché la presenza di una rete ambulatoriale pneumologica e infermieristica domiciliare – dedicata – in grado di farsi carico prontamente, se necessario, del paziente telemonitorato. In questa ottica quindi è risultata fondamentale, per la realizzazione del progetto, oltre alla collaborazione della Direzione infermieristica (diretta dalla dottoressa Marika Colombi) e dell’Ingegneria Clinica delle Aziende (diretta dall’ingegner Giampiero Pirini) anche il supporto del dottor Luca Santini (Uo Ricerca e Innovazione Dipartimento Interistituzionale dello Sviluppo e dei Processi Integrati) e della dottoressa Anna Rita Pettinato (responsabile di struttura complessa per il Coordinamento per l’innovazione digitale dei processi amministrativi e sanitari aziendali e dei servizi di staff). 

“Infine, ci tengo a sottolineare – specifica il professor Contoli – che questo percorso è dedicato alla cronicità, quindi non all’urgenza. La sfida è cercare di intercettare prontamente il deterioramento clinico del paziente che necessita di un intervento sanitario in modo da prevenirne un’ospedalizzazione”.

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