Cronaca
12 Marzo 2025
L'ingegnere dei vigili del fuoco ha raccontato di aver inviato la richiesta per poter modificare viabilità e segnaletica nel piazzale in cui avvenne l'incidente, ottenendo l'autorizzazione dal ministero solamente dopo la tragedia

Morte pompiere Galan. La versione dell’ex comandante De Vincentis

di Davide Soattin | 2 min

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In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto

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Nuova udienza ieri (martedì 11 marzo) in tribunale a Ferrara per la morte di Marco Galan, il pompiere 58enne che morì nel dicembre 2021, dopo aver trascorso quindici anni in stato vegetativo a seguito di un incidente sul lavoro che avvenne – il 26 luglio 2006 – nel piazzale del comando provinciale di via Verga, quando aveva 43 anni.

A parlare in aula è stato Michele De Vincentis, ex comandante dei vigili del fuoco, a processo con l’accusa di omicidio colposo, dopo che a settembre 2009 – quando Galan era ancora in vita – era stato condannato in abbreviato a otto mesi per il reato di lesioni colpose gravissime e inosservanza delle norme antinfortunistiche.

Durante la propria testimonianza, in cui non sono mancati momenti di commozione nel ricordare la figura e la professionalità di Galan come persona e vigile del fuoco, l’ex comandante ha confermato quanto già emerso durante la scorsa udienza, circa la segnaletica orizzontale e verticale nell’ingresso della caserma.

In primo luogo, davanti al giudice Giovanni Solinas, De Vincentis ha riferito che – come tutti i dirigenti dello Stato – non aveva poteri diretti di spesa per modificare la viabilità del piazzale, ma che per farlo doveva essere autorizzato dal ministero. A tal proposito, l’ex comandante ha ricordato che – due anni prima dell’incidente – inviò la richiesta per modificare la viabilità e la segnaletica del piazzale in cui avvenne la tragedia, ottenendo l’autorizzazione solamente dopo quanto accaduto.

A seguire, l’ingegnere ha anche sottolineato che, prima dell’incidente, erano stati organizzati una serie di corsi sulla sicurezza in cui era stato detto che non si doveva usare il piazzale in cui rimase ferito Galan per svolgere le esercitazioni.

Ce la giochiamo fino in fondo perché pensiamo si tratti di una questione di giustizia sostanziale” è il commento dell’avvocato Cosimo Zaccaria, legale difensore di De Vincentis.

Il processo tornerà in aula il 24 giugno, quando sarà sentito un consulente della difesa su prevenzione e sicurezza.

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