Economia e Lavoro
7 Marzo 2025
Sull'ingresso dei lavoratori il sindaco di Copparo Fabrizio Pagnoni. "Tutto si è svolto nei confini della civiltà"

Berco. I sindacati: “Resistere un minuto più di loro”

di Redazione | 2 min

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Copparo. Fischi e applausi sarcastici hanno accompagnato un altro ingresso di alcuni dipendenti amministrativi Berco in fabbrica mentre gli operai continuano a presidiare i cancelli. “Una sceneggiata” la definisce ancora una volta Simone Nonato rsu Uilm che “probabilmente verrà messa in atto anche domani”.

Sono due però le cose che sindacati e rsu chiedono ai dipendenti, “resistere un minuto più di loro” e “mantenere la calma”. Lo chiedono Stefano Bondi della Fiom e anche Patrizio Marzola della Fim parlando davanti agli operai in presidio dallo scalone da cui ormai quotidianamente parlano.

“Capisco – dice Marzola – e mi rendo conto quando si vedono i teatrini come quello di ieri mattina e quello di questa mattina che a tutti noi sale una rabbia esagerata”. Ricorda però che il “popolo della Berco” è un “popolo pacifico” e chiede di fermare la rabbia. “Se succede qualcosa che vada a danneggiare qualcun altro abbiamo finito – prosegue -. Abbiamo finito di avere la ragione dalla nostra parte, l’opinione pubblica dalla nostra parte e anche le forze dell’ordine”.

Non è semplice e Marzola dice di conoscere le difficoltà che in molti subiscono. “Vi capisco – dice – perché quando uno ha una famiglia e deve cercare di gestirla, deve trovare la modalità di uscire dalle secche”. Anche per questo precisa alcune situazioni “sulla guerra dei nervi e dei ragionamenti fatti a metà”. “Da qua sopra – aggiunge – vedo visi di persone che hanno contattato l’impresa perché hanno necessità di farsi licenziare perché eventualmente hanno trovato un altro posto di lavoro”.

Persone che hanno bisogna di tornare a portare a casa uno stipendio per contribuire alle spese famigliari. A questi Marzola ricorda che “non si può licenziare con la procedura aperta”. Dopo i 153 che hanno accettato il licenziamento volontario ora si è aperta una nuova procedura perché per arrivare ai 400 indicati dall’azienda ne mancano ancora 247. Marzola invita dunque all’attenzione e ad evitare di pensare che possa essere colpa del sindacato se “questi lavoratori non usciranno più con i soldi”.

Sull’ingresso dei lavoratori si esprime anche il sindaco di Copparo Fabrizio Pagnoni. “Vi assicuro – fa sapere – che tutto si è svolto nei confini della civiltà. I lavoratori in sciopero hanno consentito l’ingresso pacificamente. Ma lo dico una volta per tutte e convintamente: chi ha condotto in questi due giorni, più o meno deliberatamente, a una tale situazione si rende responsabile di un tensione sociale inaccettabile. Non posso accettare in questo momento tanto critico per la nostra comunità che si soffi sul fuoco della conflittualità”.

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